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Ex Sitoco, gli effetti sulla salute C’è lo studio choc del Damsa

Samuele Bartolini
Ex Sitoco, gli effetti sulla salute C’è lo studio choc del Damsa

La fabbrica potrebbe aver contribuito a un numero eccessivo di decessi e ricoveri tra chi viveva vicino allo stabilimento tra il 2006 e il 2013. Il parere dell’esperto

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Tra il 2006 e il 2013 i morti e le ospedalizzazioni della popolazione residente vicino alla ex Sitoco risultano in eccesso per le malattie dell’apparato urinario, tumori dell’apparato digerente e malattie respiratorie acute. La presenza del vecchio stabilimento chimico potrebbe aver contribuito alla formazione di questi eccessi anche se ha chiuso nel lontano 1991. Lo dicono gli scienziati.

Lo mette nero su bianco il quinto rapporto di Sentieri, lo studio epidemiologico nazionale dei territori e insediamenti esposti a rischio inquinamento, pubblicato a giugno dall’Associazione italiana di epidemiologia. Certo. In questi casi la prudenza è d’obbligo. E Sentieri non collega direttamente l’inquinamento ambientale della ex Sitoco all’eccesso di morti e ospedalizzati per malattie e tumori, ma la pulce nell’orecchio la mette. Dice che lo stabilimento chimico potrebbe aver favorito questo eccesso. E lo conferma il Amerigo Zona del Dipartimento Ambiente e Salute (Damsa) dell’Istituto Superiore di Sanità. Il Tirreno lo ha interpellato perché Zona è uno dei sette curatori che hanno seguito l’elaborazione e la pubblicazione dello studio.

L’eccesso di morti e ospedalizzazioni per malattie dell’apparato urinario Amerigo Zona lo spiega così: «I metalli pesanti presenti nel suolo e nell’acqua vicini alla ex Sitoco, se entrano in un organismo umano, possono causare malattie dell’apparato urinario. Dunque non si può escludere che una quota di eccessi di morti e ospedalizzazioni tra il 2006 e il 2013 sia derivata da esposizione a metalli pesanti ex Sitoco».

E per quanto riguarda l’eccesso di morti e ospedalizzazioni per tumori a stomaco e colon retto? «Qui è la residenza nei pressi dell’impianto chimico che può aver favorito l’eccesso», spiega Zona.

Capitolo eccesso di malattie respiratorie. «Anche qui c’è un’evidenza di associazione, seppur limitata, con l’esposizione all’impianto chimico. Lo stesso per eccessi di asma e malattie respiratorie acute in età pediatrica, pediatrica adolescenziale e giovanile», dice Zona.

Insomma. La presenza della ex Sitoco potrebbe aver contribuito all’insorgere di malattie dell’apparato respiratorio. Non solo. Bambini e ragazzi potrebbero aver contratto asma e malattie respiratorie acute. Mancano, invece, evidenze scientifiche sufficienti per poter collegare l’eccesso di decessi per tumori polmonari nelle donne alla presenza della ex Sitoco. Una delle cause potrebbe essere il fumo da sigaretta. Niente a che fare dunque con lo stabilimento chimico.

La mappa dell’inquinamento elaborata da Ispra sul 2018 è invece più esplicita. Inserisce la ex Sitoco tra i 58 siti italiani gravemente inquinati e a elevato rischio sanitario (Sin). In sintesi il rapporto Ispra dice così: «La situazione ambientale del Sin risulta fortemente compromessa, sia per le aree a terra dello stabilimento ex Sitoco, sia per le aree lagunari a esso prospicienti e non, che richiedono interventi di bonifica volti a impedire la diffusione dei contaminanti nell’intera area lagunare, parte integrante della Riserva naturale regionale di Orbetello». «Fra le cause principali di inquinamento la presenza dell’impianto di produzione di fertilizzanti chimici ex Sitoco»; secondo il rapporto Ispra, infatti, le contaminazioni ambientali della laguna sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di fertilizzanti dell’industria ex Sitoco. –

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