La manifestazione
Odoracci, cittadini in piazza con le mascherine
Il Comitato Aria pulita manifesta davanti al Comune: «I grossetani chiedono dati certi e risultati dei controlli sugli impianti»
GROSSETO. Sono scesi in piazza con megafono, striscione e mascherine per il viso i rappresentanti del Comitato Grosseto Aria pulita e i loro sostenitori. Appuntamento ieri alle 16 in piazza Dante dove si sono presentate circa 60/70 persone al centro della piazza più un’altra trentina intorno. Gli striscioni: “Biogas, basta chiacchiere”, “Vogliamo analisi di aria, acqua e suolo”. “Stop bioballe”, “Grosseto non può puzzà”.
Matteo Della Negra, portavoce del comitato, ha insistito – pronunciando un accalorato discorso al megafono - sulla «necessità di fatti concreti e dati certi» in risposta ai «disagi subiti dai cittadini e alle preoccupazioni per la salute». L’interlocutore diretto, accusato a più riprese di non dare risposte, è l’amministrazione comunale. «I cittadini – dice – non si accontentano di suggestioni e parole ma vogliono dati certi e risultati delle analisi scientifiche che mostrino la qualità agronomica dei terreni dove sappiamo essere distribuito il digestato. I cittadini chiedono analisi e monitoraggi sull’aria, su quello che esce dai camini degli impianti a biogas e su quello che dai terreni percola nelle falde idriche e poi nel reticolo delle acque pubbliche che vanno al mare. Vogliamo fugare – insiste Della Negra – le lecite preoccupazioni delle persone che in alcuni quartieri e frazioni quotidianamente dicono di avere malesseri e disagi legati ai cattivi odori che in alcuni casi escono dagli impianti e in altri casi dalla distribuzione del digestato nei terreni».
Roberto Barocci del Forum ambientalista ha illustrato i contenuti di una lettera inviata dal Comune a settembre in risposta alla consigliera regionale Monica Pecori. Nella lettera il Comune diceva di non essere ancora in possesso ai fini agronomici delle «comunicazioni» - da parte di 2 impianti a biomasse - previste dal regolamento della Legge regionale 46 del 2008 «inerenti il riutilizzo del digestato come ammendante agricolo». «Documentazione – dice Barocci – che le aziende devono produrre annualmente per legge al Comune».
È proprio su questo uso agricolo, dice il Comitato, che «il Comune è tenuto ai controlli, perché sono questi i documenti che permettono all’ente di sapere che cosa entra negli impianti, che cosa esce e che cosa viene distribuito nei terreni, dove e in che modo. In sostanza – dice Della Negra – per quegli impianti il Comune fino a poche settimane fa riconosceva di non sapere cosa entrasse negli impianti e che cosa fosse stato spanto, la composizione del digestato e quali fossero i terreni, tant’è che nella stessa lettera informava la consigliera regionale di aver appena richiesto questa mole di informazioni fino a quel momento».
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Sempre Barocci. «Siamo stati accusati - ha detto in piazza - di diffondere notizie allarmistiche; allora diciamo al sindaco che il procurato allarme deve riferirlo all’Istituto superiore della sanità, che raccomanda che il digestato in uscita da un impianto sia analizzato per verificare che la carica di batteri non sia superiore ai limiti di legge, sennò è pericoloso per la salute...».
Hanno parlato in piazza anche Gianni Trilli, Antonella Pisani (M5S), e il consigliere Lorenzo Mascagni («Il sindaco si assuma le sue responsabilità»). Presente tra gli altri il consigliere comunale di Orbetello «e cittadino di Grosseto» Alfredo Velasco, con striscione e mascherina. —
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