Sicurezza
Museo Luzzetti, nuova Chelliana E ora via alla “Città dei Saperi”
Segnali dall’Avana. Ai luoghi della cultura serve pubblico continuo per vivere: urge un progetto per portare studenti stranieri a Grosseto
STEFANO ADAMI
Purtroppo sono stato assente dalla vita della città in questi ultimi mesi. Non è stata un’assenza volontaria, tutt’altro. Ho potuto perciò cogliere poco della vita spirituale della città, delle sue contraddizioni, dei suoi dibattiti, dei suoi scontri interni.
C’è però un aspetto interessante. Il grande investimento che è stato fatto per riportare in centro i luoghi della cultura. La biblioteca, il Museo Luzzetti con il suo notevole fondo artistico. Un progetto davvero lodevole. Un progetto che però, pensiamo, per funzionare deve essere necessariamente accompagnato da un altro, complementare.
I luoghi della cultura hanno bisogno, infatti, di un pubblico continuo per vivere. Non possono essere abbandonati a se stessi. Rischiano di morire. Ed ecco allora l’altro progetto, la Città dei Saperi.
Un progetto che trasformi Grosseto in una città internazionale dei saperi e dei sapori. In grado di accogliere giovani studenti stranieri in seguito a specifici accordi con enti e istituzioni internazionali.
Quali sono i saperi che la città può offrire? Sono almeno di due categorie. Da una parte ci sono, infatti, i saperi più astratti, elevati, come quelli della pittura della pinacoteca Luzzetti, o della vita del mondo antico del Museo archeologico. Dall’altra, i saperi più concreti e quotidiani dei mestieri tradizionali del territorio, della lavorazione degli oggetti, dei tessuti, delle pelli, del vino, dell’olio, dei cibi, e simili. Il tutto tenuto insieme dalla unica qualità della vita che il territorio, con la sua posizione, offre.
Questo è, in sintesi, il programma di massima della Città dei saperi. Un programma di eccellenza. Un programma in grado di rilanciare un territorio e di dare un nuovo legame ed una nuova vita ad una comunità.
Un programma che richiede la collaborazione di una comunità intera.
Un programma che segna il valore di una amministrazione e della sua ricerca. E che, se seguito con cura, può garantire un lungo successo. —
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