Lutto
Molesta gli avventori e poi si scaglia sui carabinieri: arrestato
È conosciuto nel quartiere per i problemi di salute mentale Adesso è piantonato in ospedale «Non aspettiamo che accadano episodi molto più gravi»
GROSSETO. Antonio (il nome è di fantasia) ne ha combinata un’altra delle sue. Anzi, questa volta ha fatto di peggio. Perché dopo aver molestato personale e avventori del bar La Pantera Rosa di via Inghilterra, come fa praticamente ogni giorno ma senza arrivare mai ad alzare le mani (e comunque allontanandosi velocemente al primo sentore dell’arrivo delle forze dell’ordine), l’altra sera si è scagliato contro i carabinieri che erano intervenuti per riportarlo alla calma, causando loro alcune lesioni fortunatamente leggere: è stato arrestato, è piantonato in ospedale, domani il giudice deciderà il suo destino.
Di Antonio, quarantenne, e delle sue vicissitudini, anche e soprattutto di quelle cliniche, abbiamo parlato su queste pagine alla fine di agosto, quando per lui erano stati emessi nel giro di pochi giorni due trattamenti sanitari obbligatori, intervallati da una fuga dal reparto. Il copione non cambia. Antonio, che è seguito dai servizi psichiatrici, esce di casa (abita nello stesso quartiere della 167 Nord) e comincia a girare dove vede un po’ di gente. Il bar è la sua méta preferita. Gli orari? Tutti. Dall’alba (tempo fa si presentò con un accendino e una bottiglia dell’alcol all’apertura del locale) alla sera. Come venerdì sera, intorno alle 20. A quell’ora, raccontano i testimoni, Antonio si è fatto vedere al bar un po’ più aggressivo del solito. Ha preteso di mangiare, voleva bere. Alcolici, chiaramente. Al bancone è inutile che chieda, il personale non gli ha mai dato nulla: però spesso Antonio arriva con in mano qualcosa di forte, preso non si sa dove, dato non si sa da chi. Venerdì ha iniziato a entrare e uscire dal bar, rumorosamente, minacciosamente, con toni quasi di sfida.
Tra il personale c’è chi, ormai da qualche tempo, ha paura. Non tutti i clienti lo conoscono, lo tollerano o sanno fin dove può arrivare. Insomma, l’altra sera la situazione si è scaldata al punto che sono state chiamate le forze dell’ordine. Sono arrivati i carabinieri. Antonio, che in genere a quel punto è già ben lontano, è rimasto e non si è fermato nemmeno davanti alle divise: si è scagliato contro la pattuglia, si è divincolato, è finito addosso a un’auto in sosta, danneggiandola in parte. Poi, finalmente, è stato bloccato. È arrivata un’ambulanza, Antonio e i militari sono stati soccorsi. Poi la decisione di procedere all’arresto e il piantonamento in ospedale.
«Qualcuno deve assumere la responsabilità di prendere una decisione», è il commento raccolto dal cronista in via Inghilterra. Perché Antonio può ancora essere contenuto, o almeno così appare, specialmente quando torna dai periodi di cura. Ma negli ultimi tempi è sembrato più pericoloso. «Non aspettiamo che accadano cose più gravi», è l’appello. — P.S.
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