Toscana
Fumavano marijuana nel casale abbandonato Nei guai il proprietario
gavorrano. Sono cinque, tutti tra i 22 e 25 anni, i gavorranesi che sono stati sorpresi a fumare sostanze stupefacenti all’interno di un garage nella campagna di Caldana.
Nei guai è finito anche il proprietario del fondo all’interno del quale i ragazzi si erano accomodati per fumare: lui, che non ha nessun legame di parentela con i giovani ma che ha accordato loro il permesso di utilizzare la stanza, dovrà rispondere del reato di agevolazione dell’uso di stupefacenti.
I giovani avevano scelto la campagna di Caldana, un luogo isolato e che pensavano sicuro, per consumare hashish e marijuana ma i carabinieri della stazione di Gavorrano, nell’ambito dell’attività antidroga condotta sul territorio dalla Compagnia di Follonica, hanno perquisito proprio quel casale disabitato, insospettiti dalla presenza di numerose macchine. Il podere si trova fuori dalla frazione del Comune di Gavorrano, una zona periferica poco frequentata. Proprio la presenza di così tante macchine ha destato sospetto e così è partita una perquisizione che ha portato alla scoperta: nel garage del casale si erano accomodati i cinque ragazzi che avevano con sé, in totale, 35 grammi di sostanze stupefacenti. Non mancavano poi le cartine e i filtri per il consumo.
Tutti sono stati segnalati come consumatori in via amministrativa mentre il proprietario del fondo, non presente sul posto e senza alcun legame di parentela con i ragazzi, dovrà rispondere del reato di agevolazione dell’uso di stupefacenti.
Essere segnalati come consumatori di droga attiva una serie di formalità burocratiche come l’invito a smettere di utilizzare le sostanze e la possibile revisione della patente di guida, anche se il controllo non viene effettuato alla guida di un veicolo. Il Comune di Gavorrano è da alcuni mesi sotto stretta osservazione, dopo i recenti fatti di cronaca: soltanto a metà agosto nella campagna dei Bacini di San Giovanni è stato ucciso per motivi di droga un ragazzo di 25 Bouazza Jarmouni ed è stato ferito Rahal Eljamouni, 19 anni. il follonichese Mirko Meozzi è ritenuto autore materiale dei reati di omicidio e tentato omicidio. In carcere anche la sua complice, Sonia Santi, che era con lui al momento dell’agguato nei boschi e che ha portato la pistola con cui è stato sparato, arma regolarmente detenuta. —
Giulia Sili
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google