Il Tirreno

Grosseto

Una vita per gli altri e poi la morte in totale solitudine

Maura

Il ricordo a un mese dalla scomparsa di una ex volontaria della Misericordia 

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l’addio

È morta un mese fa esatto, nell’appartamento dove viveva da tanti anni. Aveva 72 anni e il suo corpo fu trovato, dopo almeno 24 ore dalla morte, su una sedia dove l’anziana era rimasta seduta da quando era caduta, dopo aver rifiutato i soccorsi. Quell’appartamento era di un’altra donna, Maura, che proprio oggi vuole ricordare con affetto e con un’amara riflessione sull’indifferenza, quella sua speciale inquilina.

È difficile immaginare cosa abbia pensato in quelle ultime settimane, forse negli ultimi mesi; durante le lunghe giornate e le notti interminabili.

La preoccupazione e la paura che hanno seguito la sua caduta notturna; l’arrivo dei pompieri e dell’ambulanza; il rifiuto a farsi ricoverare (le è bastato firmare un foglio ed è rimasta nuovamente sola in quella casa) e decidere di rimanere seduta su quella sedia, unico contatto con lo spazio circostante, in una solitudine totale interrotta soltanto dalle brevi e saltuarie visite di un ragazzo per ricevere un po’ di acqua e di cibo.

Il tentativo da parte di Paolo di interessare i servizi sociali, il medico di base, il parroco; tentativi non riusciti perché «non è un familiare»; già: non è un familiare. Allora dov’è la famiglia? Dove sono i familiari?

Dissidi precedenti e vecchie ruggini l’hanno lasciata sola; seduta su quella sedia per giorni, settimane, fino a quando anche l’ultimo respiro l’ha abbandonata.

Le grandi città, le città metropolitane, si sa sono luoghi di solitudine, di estraneità, di lontananza; ma nel mio immaginario, e non solo nel mio, una città come Grosseto si presenta come un luogo sociale di vicinanza, di conoscenza, di storie e racconti condivisi, di solidarietà e di appartenenza che dovrebbero costituire anche l’antidoto alla solitudine, all’indifferenza.

«Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza; il contrario della vita non è la morte, ma l’indifferenza; il contrario dell’intelligenza non è la stupidità, ma l’indifferenza» ci ricorda il premio Nobel per la pace (1986) Elie Wiesel; nell’incontro avuto qualche giorno fa con il maresciallo dei carabinieri per farmi raccontare l’accaduto, le sue parole e lo sguardo umido nel ricordare la scena del ritrovamento del corpo hanno testimoniato un’umanità reale, palpabile; la stessa che ho ritrovato nelle parole tristemente affrante di Paolo.

Una umanità difficile da trovare nella condizione di solitudine buia e silenziosa in cui questa donna è stata lasciata; nel suo loculo senza foto, senza fiori, senza lume; lei che generosamente è stata per tanti anni volontaria della Misericordia, al fianco degli ultimi, dei “sommersi” e dei “dimenticati”, nel tentativo di non dimenticare, come ci insegna Toni Maraini, che «se ognuno è l’altro di qualcuno, c’è sempre qualcosa di noi in ballo nella storia altrui. E viceversa». —

Maura



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