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Il sindaco: «Siamo al limite del procurato allarme»

Vivarelli Colonna rassicura  «Nessun rischio, i miasmi  provano quanto siamo green» Confagricoltura: «Pronti  a fare un protocollo d’intesa»

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grosseto. «L’odore, o meglio, il cattivo odore avvertito alcuni giorni fa è, volenti o nolenti, la prova di quanto siano “green” questi processi produttivi del settore agricolo locale». E: «Sono stati accusati imprenditori che non hanno commesso alcuna violazione, non essendoci nessuna certificazione a suffragio di queste accuse. E questo è un qualcosa da cui prendere le distanze in modo netto e chiaro; siamo al limite del procurato allarme e della diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, che rischiano di turbare l’ordine pubblico». Alla vigilia della manifestazione il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna risponde così all’ennesima sollecitazione del comitato Grosseto Aria Pulita. . Per il primo cittadino, responsabile della salute pubblica, è «esclusa fino a oggi ogni ipotesi di pericolosità dei miasmi (non vi sono documenti che certifichino potenziali rischi per la salute)» e «quello che è accaduto si inserisce nell’ambito dell’attività di energia elettrica da fonti rinnovabili e che solo episodicamente determina tali inconvenienti». Non un “difetto”, dunque, ma addirittura un punto d’orgoglio, secondo il sindaco.

«La moderna agricoltura – dice – privilegia la bontà della qualità dell’aria forse con il rischio di qualche disagio a livello olfattivo. Il riutilizzo agronomico di digestati rientra in un più ampio progetto di politiche ambientalmente corrette e improntate a criteri di ecocompatibilità ed ecosostenibilità ambientale».

Il sindaco ricorda la costituzione del tavolo con Arpat e Asl e i controlli del Comune «su tutti gli impianti del territorio oltre alla normale attività ordinaria». I risultati di questi controlli ancora non sono stati resi pubblici. «Sono in corso i riscontri dei report da parte dei singoli enti. A breve la convocazione di un ulteriore incontro del tavolo tecnico», spiega il Comune.

Nell’attesa il sindaco ha raccolto le istanze di Confagricoltura. Il presidente Attilio Tocchi e il direttore Paolo Rossi, con alcuni imprenditori del settore, si sono rivolti ieri a Vivarelli Colonna – egli stesso imprenditore agricolo ed ex presidente di Confagricoltura – perché, sentitisi chiamati in causa, hanno voluto ribadire la correttezza dei conferimenti di materiale che dai campi e dalle stalle arriva alle centrali a biogas per produrre energia elettrica. E hanno espresso la volontà di «redigere un protocollo d’intesa dove si ribadisca la regolarità del lavoro portato avanti dagli imprenditori del settore».

Questi, riferisce Confagricoltura, «si sono dimostrati disponibili ad aprire i loro impianti in un open day affinché i cittadini visitino le strutture e comprendano appieno le attività».

Sempre Confagricoltura, si è detta disponibile a partecipare a un confronto pubblico.

«Siamo tutti agricoltori – ha sottolineato la delegazione imprenditoriale – e siamo i primi ad utilizzare ed a rispettare l’ambiente in cui viviamo, lavoriamo e facciamo crescere i nostri figli».

Il Comune di Grosseto fa infine sapere che sta valutando l’opportunità, interessando anche la Regione Toscana, di reperire risorse per avviare un monitoraggio del disagio olfattivo da parte di un ente terzo scientifico (Cnr, Politecncio di Milano eccetera, con cui sono stati già avviati dei contatti) e ha individuato una fonte di finanziamento riportabile al Piano di sviluppo rurale (Pfr 2014-2020) per ottenere importanti contributi. –

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