Sicurezza
Cattivi odori, cittadini in piazza per avere chiarezza sulle cause
Il comitato Grosseto Aria Pulita chiama a raccolta sotto al Comune Aderiscono M5s e Pd. I pentastellati invitano a valutare l’impatto degli impianti
GROSSETO. Chiedono due cose semplici: «fatti concreti e dati certi» come risposta ai «disagi subiti e alle preoccupazioni per la nostra salute». Ovvero «monitoraggi e analisi di aria, suolo e acque pubbliche, controlli e verifiche» sugli impianti e «sul rispetto della normativa nelle pratiche agronomiche, incluso lo spandimento del digestato».
la manifestazione
Con queste domande sabato 19 ottobre alle 16 scendono in piazza, sotto al Comune di Grosseto e in piazza Dante, i cittadini del comitato Grosseto Aria Pulita, stanchi dell’aria irrespirabile che da diversi anni si sente sempre più di frequente in città e che deriva – come hanno appurato Asl e Arpat – dall’attività degli otto impianti a biogas che circondano Grosseto. In particolare quel che rende puzzolente l’aria è il digestato, ovvero materiale vegetale e letame che, una volta fermentato, viene poi sparso sui campi come ammendante. Proprio una settimana fa ristoratori del centro hanno visto scappare clienti per la puzza che c’era nell’aria. Ma è solo puzza fastidiosa?
in attesa di risposte
Il comitato Grosseto Aria Pulita sta ancora aspettando dal Comune il risultato dei controlli sugli impianti che l’ente si è impegnato a eseguire insieme ad Arpat e ad Asl, ciascuno per la propria competenza, come deciso dal tavolo tecnico chiesto dal comitato e creato dal Comune dal quale, tuttavia, il comitato è stato poi estromesso. Nei giorni scorsi il Comune ha annunciato che avrebbe convocato in questi giorni una conferenza stampa per illustrare i risultati. La conferenza stampa non è stata ancora fissata. Nel frattempo il sindaco Antonfracesco Vivarelli Colonna ha affidato a una lunga nota la politica dell’ente sulla questione (articolo sotto).
le adesioni
Il comitato Grosseto Aria Pulita, intanto, ha raccolto varie adesioni alla manifestazione. Oltre al Forum Ambientalista e a Italia Nostra (quest’ultimo ha rilanciato la manifestazione sulla propria pagina Facebook), anche il Movimento 5 stelle.
il m5s
I consiglieri comunali del M5s Gianluigi Perruzza, Daniela Lembo, Antonella Pisani e Francesca Amore ricordano di essere da anni in prima linea sulla questione del biogas e di aver invitato già dal 2016 il sindaco a costituire il tavolo tecnico per affrontare i disagi avvertiti in alcuni quartieri. «Già dopo i primi accessi agli atti rilevammo che Arpat segnalava alla Provincia (allora responsabile delle procedure di autorizzazione) la concentrazione di più impianti nel territorio, quasi un monito di attenzione affinché se ne valutasse l’impatto globale, che non era purtroppo previsto dalle norme». All’invito a monitorare cosa esce dai camini delle centrali («in grado di immettere in atmosfera centinaia di migliaia di metri cubi di gas combusto ogni giorno», scrive il M5s) si è aggiunta la preoccupazione dello spargimento del digestato sui terreni agricoli. «Il digestato – fanno notare i pentastellati – può essere costituito dalla risulta di reflui dell’industria alimentare e zootecnica, tra cui allevamenti intensivi dell’industria italiana». Il M5s invita anche a valutare l’intera operazione economica, che «vede in ballo alcune centinaia di milioni di euro in un piano quindicennale (somme prelevate anche dai fondi destinati all’agricoltura). Dai conteggi effettuati, in base alle potenze degli impianti, sembrerebbe addirittura che la quantificazione economica dell’energia elettrica prodotta, costituisca una minima frazione degli incentivi impiegati». Insomma, «un’attività di produzione di energia dunque tutt’altro che “sostenibile”» che il Movimento non può che ontrastare.
pd e lista mascagni
E anche il Partito democratico e la lista Mascagni sono dalla parte dei cittadini che protestano per i puzzi e che chiedono controlli e rassicurazioni per la salute. E invitano il Comune a fare la propria parte su quanto di sua competenza: appunto il controllo sul digestato.
«Nel marzo scorso, all’unanimità il consiglio comunale approvò una mozione che da un lato invitava la Regione a normare le emissioni odorigene, dall’altro, grazie ad un nostro emendamento, impegnava il sindaco a effettuare i controlli nell’ambito delle proprie competenze», dicono i consiglieri del Pd Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo e Catuscia Scoccati e quelli della Lista Mascagni sindaco Carlo De Martis e Marilena Del Santo. A giugno il consiglio regionale ha approvato due mozioni in tal senso e sta avviando l’iter che porterà all’emissione di nuove norme per disciplinare il fenomeno. «Ma anche il Comune ha un ruolo di responsabilità e di controllo, al quale non può sottrarsi – dicono ancora Pd e Lista Mascagni –. Rientra infatti tra le sue competenze quella relativa all’utilizzo agronomico del digestato. Purtroppo il sindaco ha assunto sino ad oggi un atteggiamento pilatesco. I miasmi creano forti disagi e un sindaco che vuole tutelare i suoi cittadini deve avere attenzione alle loro necessità».
la proposta
I consiglieri di centrosinistra fanno anche una proposta. Poiché gli impianti sono in funzione da anni, secondo Pd e Lista Mascagni ci sono possibilità per effettuare un revamping per installare le migliori e più avanzate tecnologie per abbattere le emissioni odorigene. «Il sindaco Vivarelli Colonna non può continuare a tenere la testa sotto la sabbia», chiudono i consiglieri. —
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