Sicurezza
Disservizi postali in Amiata «Portalettere scesi da 22 a 6»
Rifondazione chiede all’Unione dei comuni un’azione legale contro la società Russo: «I lavoratori non possono più svolgere le mansioni dignitosamente»
I disservizi delle Poste italiane tornano all’attenzione del Partito della rifondazione comunista di Santa Fiora che chiede all’Unione dei comuni Amiata grossetana di procedere, come fu promesso mesi or sono, a un’azione legale contro Poste italiane per interruzione di pubblico servizio.
Dario Russo, membro del direttivo del partito, torna a fare pressing e mette a fuoco la situazione provinciale e in particolare amiatina.
«I numeri parlano da soli – fa notare Russo – perché possiamo stabilire che solo dodici anni fa in tutto il Grossetano servivano la posta ancora 180 portalettere; oggi 78. Possiamo sempre stabilire una misura di ulteriore dettaglio del danno, focalizzandoci su una zona territoriale specifica a titolo di esempio generale, il Monte Amiata. Sempre dodici anni fa i portalettere che distribuivano la posta sul versante grossetano, ed esattamente a Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Castell’Azzara, Roccalbegna, Semproniano, più le relative frazioni, poderi, le vaste zone collinari e montane, assommavano a ventidue lavoratori. Oggi sono sei i portalettere che distribuiscono la posta a Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Roccalbegna e rispettive frazioni; i comuni di Semproniano e Castell’Azzara attualmente ricevono la posta da Manciano/Pitigliano. Numeri che fanno tremare i polsi».
Insomma, Rifondazione individua nella diminuzione del personale la ragione dei disservizi nel recapito della posta.
«Purtroppo – dice Russo – questa dinamica e scelta organizzativa, maldestramente avallata dai sindacati nazionali di categoria più che contrastata, non fa altro e non produce altro che disservizi sistemici. Pone i nostri portalettere superstiti, quelli che una volta regolarmente vedevamo tutti i giorni, ovvero i nostri “romantici postini di zona”, nella condizione di non poter più svolgere dignitosamente per sé e per la popolazione, il proprio lavoro».
Russo, dunque, spiega che il quadro della situazione è stato inviato ai 28 sindaci grossetani e alla prefetta di Grosseto, perché «intendiamo – dice Russo – continuare quel percorso informativo e documentativo sul tema postale iniziato oltre due anni fa con le autorità locali, sfociato nel mese di ottobre 2018 nella deliberazione di giunta della comunità montana grossetana per procedere ad una azione legale contro Poste spa per interruzione di pubblico servizio. Questo esempio, rappresenta il momento più alto raggiunto dalle autorità pubbliche in difesa dei nostri territori. Riteniamo più che mai necessario definire tale percorso», chiude. —
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