Il Tirreno

Grosseto

rifiuti urbani 

Raccolta differenziata appena al 37,53%: provincia di Grosseto fanalino di coda della Toscana

Francesca Ferri

Nel 2018 si guadagnano solo 3,36 punti, il peggior risultato dell’Ato e lontanissimo dall’obiettivo di legge del 70% nel 2020

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GROSSETO. In dodici mesi, dal 2017 al 2018, la raccolta differenziata nei ventotto comuni della provincia di Grosseto guadagna in media appena tre miseri punticini, passando dal 34,17 al 37,53%, ultima tra le tre province dell’Ato Toscana sud (Arezzo è al 42,19%, Siena al 47%). Ato che, a sua volta, è l’ultimo dei tre Ambiti in cui è organizzato il servizio dei rifiuti nella regione. Ato Toscana centro e Ato Costa sono entrambi sopra il 61% di differenziata, mentre il “nostro” (le province di Grosseto, Siena e Arezzo e i comuni livornesi di Castagneto Carducci, Piombino, San Vincenzo, Sassetta, Suvereto) è al 41,92%. Lontanissimo dall’obiettivo del 70% che la legge stabilisce per il 2020. Cioè fra due mesi.

Comuni e comuni

Presi singolarmente i 28 comuni grossetani, il confronto con gli altri comuni toscani è impietoso. In provincia di Firenze già in 16 comuni su 39 i rifiuti differenziati superano l’80% dei totali. I sette comuni del Pratese sono tutti sopra il 70%. Nel Pistoiese Lamporecchio è al 90,38%.

Terzetto al top

Entrando in provincia di Grosseto e confrontando il risultato del 2018 con quello dell’anno precedente, brillano tre comuni. Monterotondo Marittimo passa dal 33,32% al 57,82%; Montieri dal 44,88 al 65,82; Sorano dal 35,09 al 57,5%. Vere e proprie rivoluzioni virtuose, che però non incidono nella media della provincia. I tre comuni contano in tutto 5.759 abitanti, il 2,59% dei 221.629 attestati in provincia nel 2018, e in tutto producono 2.643 tonnellate di rifiuti, appena l’1,8% delle complessive 146.589 tonnellate prodotte in provincia.

Ad ogni modo, questa è la direzione giusta ed è anche la strada che hanno imboccato altri quattro comuni: Castel del Piano (dal 21,79 al 30,36), Castell’Azzara (dal 48,12 al 62,10), Gavorrano (dal 35,97 al 53,66), Massa Marittima (dal 41,52 al 53,58).

Chi peggiora

Male invece Capalbio, che nel 2017 aveva incrementato la propria raccolta virtuosa di quasi sette punti, arrivando al 25,11%; in un anno ne perde due, retrocedendo al 23,07%. Roccastrada, dopo il boom del 2017 (+22%), cede quasi cinque punti e si ferma al 57,77%. Male anche Santa Fiora, che passa dal 23,45 al 19,41%. Un piccolo passo indietro anche per Scarlino, dal 51,35 al 50,53%.

Orbetello resta in coda

Guadagnano qualche punto percentuale tutti gli altri comuni, compreso Orbetello che, tuttavia, resta ultimo in classifica. Il comune lagunare, che nel 2016 era al 15% circa di differenziata, due anni dopo è al 17,47%, fanalino di coda nel Grossetano.

Magliano primo, però...

Sorprende, invece, il Comune di Magliano in Toscana, da sempre il più virtuoso della provincia. Anche nel 2018 è in testa con il 68,14% dei rifiuti differenziati. Ma il dato non inganni: Magliano è tornato al livello del 2012 (68,10%), peggiorando di 1,19 punti rispetto al 2017 e allontanandosi dalle vette sopra il 70% degli anni 2015, 2014 e 2013, anno in cui raggiunse il top: 74,14%. Va detto che dal 2017 sono cambiati i parametri di calcolo della differenziata; da quell’anno si calcolano solo gli scarti di cucina, non gli sfalci.

A Grosseto

Proprio il nuovo calcolo ha fatto registrare l’anno scorso una flessione per il comune capoluogo. Nonostante i forti investimenti dell’amministrazione cittadina sulla raccolta dei rifiuti, nel 2017 la differenziata calò di quasi un punto. I risultati raccolti da Grosseto un anno fa (che sono poi quelli che vengono trasmessi in Regione per la validazione) fotografavano in quel momento una differenziata oltre il 37%. E i dati, oggi validati dalla Regione, lo confermano: Grosseto nel 2018 è al 37,29%. Meglio di dodici mesi prima, ma certo molto lontana da città di dimensioni simili per numero di abitanti come Lucca (88.824 abitanti) che ha superato l’80% di differenziata, o Pisa (88.880 abitanti) al 62,52%. —


 

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