Il Tirreno

Grosseto

FOLLONICA 

Partito il restauro di San Leopoldo

G.S.
Partito il restauro di San Leopoldo

Montate le impalcature sulla facciata per rinnovarla e sanare una lesione visibile dal rosone al timpano

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follonica. Da qualche giorno la chiesa di San Leopoldo a Follonica ha delle impalcature che coprono la facciata. Il motivo? Un restauro che la restituirà rinnovata alla città.

L’ultimo intervento risale a circa vent’anni fa e oggi è si è presentata la necessità di fare un nuovo restauro che stavolta riguarda esclusivamente la copertura del pronao in ghisa.

In passato erano stati svolti dei lavori non idonei e oggi il pronao si mostra in stato di deterioramento tanto che è evidente una lesione della facciata che dal rosone arrivava fino al timpano, visibile sia all’interno che all’esterno dell’edificio.

«Ovviamente – spiega don Salvatore Gallo – sono previsti materiali consoni al restauro conservativo e coerenti con quelli presenti nella struttura originaria».

L’inizio dei lavori – continua il parroco – necessari e non più procrastinabili, è stato possibile «grazie al lavoro di concertazione tra gli uffici di Curia deputati della diocesi di Massa Marittima e Piombino, in particolar modo dell’ufficio tecnico diocesano, e al supporto dell’ufficio nazionale della Cei per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto».

Le carte dell’archivio vescovile di Massa Marittima attestano che già dal 1822 il vescovo di Massa riteneva necessaria la costruzione di una chiesa nel nuovo centro di Follonica, anche perché la chiesa parrocchiale del castello di Valli, i cui abitanti lavoravano ormai tutti a Follonica, stava crollando. Il progetto fu affidato all’architetto fiorentino Carlo Reishammer.

La nuova chiesa, completamente fuori dall’abitato di allora, venne progettata con l’entrata principale posta di fronte all’entrata della fonderia e perfettamente in asse con la torre dell’orologio. I lavori terminarono nel 1842.

La chiesa è stata sottoposta a diversi interventi di cambiamento tra il 1925 e il 1930 e successivamente attorno agli anni ’50 del secolo scorso. Questi cambiamenti sono stati parzialmente demoliti dagli interventi di restauro del 1979 quando nel pronao furono reintegrati numerosi elementi decorativi come, ad esempio, le foglie dei capitelli cadute da tempo.

A distanza poi di soli vent’anni il pronao necessitò di un ulteriore intervento di restauro ben più radicale che ha interessato principalmente il portico, alcune opere murarie riguardanti le pavimentazioni, l’areazione e il fonte battesimale, nonché l’apparato decorativo, il ripristino delle vetrate trasparenti, un nuovo impianto elettrico e un nuovo organo. — G.S.

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