Sicurezza
Autovelox, bagnetti Fimmanò imputato Parlano in aula ex sindaca e vice
Faenzi e Mainetti hanno testimoniato sui fatti del 2009 E hanno risposto anche sul cambio al vertice della polizia municipale
castiglione della pescaia. Sorrisi in aula, al termine dell’udienza, quando l’architetto Giuseppe Conti, testimone perché dipendente part time del Comune (Ufficio demanio), risponde a una domanda dell’avvocato Carlo Valle, difensore di Domenico Fimmanò, allora segretario del Comune di Castiglione della Pescaia, imputato di tentata concussione (fatti del 2010). Come era visto Fimmanò in Comune? «Fimmanò era considerato un esecutore delle volontà dell’amministrazione, tanto che in Comune veniva soprannominato Fimmasì».
Lui non era presente all’udienza nella quale sono state ascoltate l’ex sindaca Monica Faenzi e l’ex vicesindaca Sandra Mainetti. A entrambe il pm Arianna Ciavattini ha posto domande sulle due questioni oggetto dell’imputazione: l’acquisto delle apparecchiature autovelox, i controlli su alcuni stabilimenti balneari. Le due ex amministratrici hanno fatto, comprensibilmente, fatica a ricostruire i passaggi delle due vicende, per le quali erano state comunque sentite dalla Procura otto anni fa. «Non ricordo granché», ha ammesso Faenzi, specificando che in quel periodo (dal 2008) era anche parlamentare e che stava a Roma dal martedì al venerdì: «Trovavo le delibere fatte, immaginavo che fossero corrette». «Io ero tranquilla, di Fimmanò mi fidavo - ha detto anche a proposito dell’acquisto delle macchine autovelox - Oggi non so». Perché il cambio al vertice della polizia municipale? ha chiesto l’avvocata Patrizia Fabiani, parte civile: «C’era necessità di un avvicendamento. Decisi di sostituire Fabio Pieri con Gemma Bromo, la vice, la cui gestione era stata positiva anche se poi mi accorsi che era meno adatta a trattare con la gente. Pieri lo era di più, e per questo tornò». E per l’autovelox, ha aggiunto Mainetti, «l’acquisto non andò a buon fine. E niente mutuo».
«Io avrei mandato un fax per bloccare i controlli agli stabilimenti balneari? Impossibile» ha risposto Faenzi. Versione confermata da Mainetti («mai visto il fax»), la quale ha aggiunto che fu deciso in una riunione di non far controlli nel pieno dell’estate (metà agosto). Così ha detto anche Conti, nominato ausiliario di pg dalla polizia municipale per questo compito e che aveva chiesto alla sua dirigente e a Fimmanò cosa doveva fare. Controlli fatti comunque qualche giorno dopo. «C’erano difformità in quasi tutti. Nell’unico campeggio visitato, nell’ufficio, c’era una persona che mi fu detto essere il figlio di Fimmanò». Prossima udienza a febbraio. — P.S.
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