Il Tirreno

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Allarme per il Falusi «Pareggio in forse L’istituto è a rischio»

Giulia Sili

L’ex presidente Poli è scettico sulla risoluzione dei problemi a differenza delle rassicurazioni del sindaco Giuntini

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Da cinque mesi la Rsa Falusi di Massa Marittima, punto di riferimento per l’accoglienza e l’assistenza degli anziani, non ha né un Cda né un direttore, e adesso Sandro Poli, che ha presieduto l’istituto fino alla fine della precedente consiliatura, parla di gravi rischi per il futuro.

Il rischio è infatti quello di non riuscire a raggiungere il pareggio di bilancio, fondamentale per la sopravvivenza dell’istituto pubblico.

«Il Falusi vive di normale amministrazione da cinque mesi – dice Poli – con un danno economico non da poco. Danno che potrebbe non essere più recuperabile e che potrebbe far sballare il bilancio 2019. Senza Cda non è possibile deliberare, per fare nuove gare d’appalto e rinnovare i contratti con forme innovative di gestione. Questo stallo ha congelato l’istituto obbligandolo a usare vecchi schemi superati e antieconomici» dice Poli.

Che sottolinea come «il mancato rinnovo del contratto con la banca, adesso temporaneamente risolto, è il più evidente ed eclatante dei problemi ma non è il solo».

Nei giorni scorsi il sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, ha assicurato che non «c’è nessun rischio per gli stipendi dei dipendenti» e che «nel giro di poco il consiglio comunale procederà alla nomina del Cda». Troppo tardi secondo Poli.

«Il rischio è che non si arrivi al pareggio – ribadisce l’ex presidente – Io ho trovato il Falusi cinque anni fa con un piccolo deficit e ci ho messo cinque anni per portarlo al pareggio. Fortuna, capacità e soldi, arrivati grazie a una donazione, sono stati fondamentali per risolvere i problemi. Ma il pareggio non è strutturale e per continuare bene sarebbero state necessarie altre azioni. Serviva tempestività, e cinque mesi hanno fatto un danno molto difficile da gestire. Abbiamo fatto il possibile in questi anni cercando il risparmio dove non c’era ma le azioni da fare sono ancora tante».

Il Falusi è la seconda realtà massetana dopo l’ospedale che con circa cento dipendenti offre più posti di lavoro in città. Ma la sua gestione non è semplice: l’Asl impone tariffe fisse non aumentabili per le rette ma dall’altro lato ci sono le spese che col passare del tempo aumentano.

A fine aprile, inoltre, è arrivata dalla Asl una nuova proposta di affitto: la struttura massetana verrebbe ceduta in comodato d’uso gratuito con le spese straordinarie a carico della Asp Falusi; nonostante questo, però, l’affitto resterebbe lo stesso visto che la struttura di Follonica, Marina di Levante, vedrebbe raddoppiata la cifra della pigione con l’aggiunta delle manutenzioni straordinarie a carico della Asp Falusi.

Ed è nota la difficoltà di mantenere in funzione la struttura follonichese, bellissima ma senza dubbio bisognosa di interventi soprattutto nei sotterranei che spesso si allagano.

Il nuovo Cda avrebbe quindi dovuto prendere una decisione, anche e soprattutto sulle nuove condizioni di affitto e secondo Poli sarà difficile farlo adesso, a ridosso della decisione che dovrà avvenire a dicembre.

«Adesso – dice Poli – chi arriva dovrà fare i conti con una situazione senza dubbio molto pesante, deteriorata e difficile da gestire».

Tutto questo, continua Poli, «si sarebbe potuto forse evitare se fosse stata presa una decisione con più tempestività, visto che di norma la nomina del Cda sarebbe dovuta avvenire entro quarantacinque giorni dall’elezione del sindaco. Io non sono assolutamente indispensabile ma di sicuro l’istituto adesso è senza testa da cinque mesi». —

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