Il Tirreno

Grosseto

«Per eliminare il carbone va minimizzato l’impatto sociale del passaggio al green»

lina senserini
«Per eliminare il carbone va minimizzato l’impatto sociale del passaggio al green»

Mariagrazia Midulla, responsabile per Clima ed Energia del Wwf Italia, è attesa tra i relatori del Forum Ambita 

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l’intervista

lina senserini

Mariagrazia Midulla è responsabile per Clima ed Energia del Wwf Italia. Dopo aver iniziato, nel 1991, a lavorare come capo ufficio stampa per l’associazione, ne è diventata responsabile per le campagne internazionali su cambiamento climatico, energia e sostanze chimiche tossiche. Segue le trattative internazionali sul clima dal 2001, ha partecipato ai summit sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg (2002) e di Rio (2012). Fa parte dei team internazionali del Wwf su clima ed energia, sul G8 e G20 e sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.

È anche uno degli esperti che dal 18 al 20 ottobre si confronteranno a Grosseto proprio su questi temi, in occasione del Forum “Ambita”, organizzato dall’associazione La Maremma delle idee sull’impatto dei cambiamenti climatici e della loro gestione.

Secondo la sua esperienza, le politiche mondiali sui cambiamenti climatici sono davvero sufficienti a invertire la tendenza?

«Quello che è in corso è un fortissimo riscaldamento globale provocato dalla concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica e altri gas serra. Per intenderci, prima della rivoluzione industriale si misuravano circa 280 parti di CO2 per milione, ora siamo arrivati a 410 e abbiamo più volte superato 415. In poco tempo è stato raggiunto un riscaldamento globale di 1,1 grado, con aree che hanno picchi di temperatura eccezionali come l’Artico, particolarmente fragile ma anche importantissimo per tutto il ciclo del clima. Rispetto a quanto era stato detto alle riunioni del Panel scientifico delle Nazioni Unite (Ipcc, Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, ndr) a metà degli anni Novanta, il cambiamento climatico ha subito una brusca accelerazione dei fenomeni che impone di rivedere tempi e programmi stabiliti per frenarlo. Possiamo, cioè, contenere l’aumento di temperatura entro 1,5 gradi a patto che venga quintuplicata la rapidità con cui si mettono in pratica le decisioni prese per contrastarlo. Lo dicono gli scienziati: gli obiettivi che ci siamo dati non sono più sufficienti a invertire la tendenza, ma è necessario decarbonizzare fino al livello zero, entro il 2050. I tempi sono davvero stretti».

Quale può essere il ruolo di governi e cittadini per favorire un cambiamento in grado di invertire la tendenza e evitare l’irreparabile?

«Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e fare la propria parte. Noi riteniamo che anche le aziende, le comunità, le singole persone abbiano un ruolo fondamentale, ma è chi governa che deve aiutare la transizione giusta».

Ovvero?

«Fare in modo che vengano minimizzati gli impatti sociali della transizione. Questo grande cambiamento deve seriamente essere accompagnato dalla politica. I singoli, da parte loro, oltre a tenere conto dell’ambiente in tutte le azioni quotidiane, devono anche cercare di aiutare questo processo, a partire dall’attenzione ai programmi politici quando vanno a votare. “Questo si può fare”, dovrebbe essere lo slogan». Puntare, quindi, molto anche sull’educazione e sulle giovani generazioni? «Certo, bisogna benedire Greta e gli studenti del Friday for Future, ma soprattutto bisogna non deluderli».

Quale è l’impegno del Wwf per sviluppare una nuova coscienza civica sull’ambiente?

«Abbiamo iniziato a informare e sensibilizzare i più giovani, i ragazzi delle scuole elementari e medie, attraverso un lavoro con i loro insegnanti. Negli ultimi anni, ci stiamo rivolgendo anche agli studenti delle scuole superiori. Di recente, e non è un caso, è nato Wwf Young, un movimento giovanile che si autogestisce e che si sta diffondendo spontaneamente in tutto il mondo. I ragazzi, come stanno dimostrando adesso, hanno bisogno di risposte, vogliono vedere azioni concrete ed essere loro stessi protagonisti. Per loro più che mai vale lo slogan “Questo si può fare”. Continueremo a organizzare campagne educative e informative, a portare avanti l’impegno di chiudere le centrali a carbone entro il 2025, con l’obiettivo di limitare al massimo possibile l’uso di tutti i combustibili fossili, gas compreso.Lavorimo su molti ambiti, compreso quello economico, ma è sul futuro che dobbiamo investire, impegnando su questo fronte il pubblico e il privato». —

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