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selezione agenti polizia 

«Hanno cambiato le regole a concorso ormai chiuso»

Giulia Sili
«Hanno cambiato le regole a concorso ormai chiuso»

Luca Bottoni, scarlinese, insieme ad altri 455 aspiranti si è trovato scavalcato da colleghi più giovani dopo  una correzione di Salvini

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grosseto. Luca Bottoni, 30 anni lo scorso maggio, lavora da quando ha 16, prima bagnino poi controllore sui mezzi pubblici. In passato Luca, residente a Scarlino, ha anche sostenuto diversi esami alla facoltà di ingegneria ma ha accantonato gli studi per inseguire il suo sogno: diventare poliziotto. Luca ha quindi studiato molto, moltissimo, per diventare un allievo della scuola di polizia ma il suo sogno, nonostante abbia superato brillantemente le prove sostenute nel 2017, si è fermato per via di un emendamento inserito nel “decreto semplificazione” e firmato lo scorso gennaio dai senatori della Lega.

Luca, come altri tantissimi ragazzi e ragazze come lui, è adesso considerato anziano a 30 anni. Quando nel 2017 ha sostenuto il concorso 1148, il primo per la selezione di agenti di polizia dal 1996, il limite di età era però previsto a 30 anni e Luca all’epoca era ventottenne. Inutile superare l’esame con una votazione di 9.375: i più giovani, anche con un punteggio inferiore, adesso sono passati avanti per via della correzione effettuata dal ministro Matteo Salvini su un concorso effettuato più di due anni fa.

Oggi Luca Bottoni è il portavoce di 455 ragazzi che vogliono ancora avere la possibilità di diventare poliziotti: «Le regole per l’ammissione sono cambiate a concorso fatto – dice Luca – avevo lasciato ingegneria per studiare per il concorso che ho passato con un buon punteggio ed ero nella graduatoria perché ne avevo i requisiti. Non mi sarei mai immaginato che persone arrivate dietro di me sarebbero passate avanti perché più giovani». Sulla vicenda il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dalle ragazze e dai ragazzi esclusi in virtù di una legge applicata retroattivamente ma per il momento Luca e gli 454 ragazzi non possono ancora entrare nella scuola come vorrebbero.

«Adesso spero che questa situazione venga risolta da quella parte del Parlamento che fino a ieri era in piazza insieme a noi per i nostri diritti e che ora siede nella maggioranza – conclude Luca – Spiragli ci sono, ne sono sicuro e mi auguro che il buonsenso prevalga». —

Giulia Sili

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