Sicurezza
«Bastoni, telefoni, audiolibro Così aiutiamo chi ha bisogno»
Dalla giornata dedicata alla prevenzione all’educazione per i bambini Il presidente dell’associazione racconta le azioni messe in campo
la storia
Lo spirito non è solo quello di stare vicini a chi ha gravi deficit visivi ma creare una “casa” dove trovare di tutto: servizi, da quelli di primaria necessità a quelli amministrativi, momenti conviviali e di socializzazione.
In pratica, la sezione grossetana dell’Unione italiana Ciechi vuole essere una vera e propria famiglia per tutti i non vedenti, non solo per i soci. A trasmettere questo messaggio è il presidente Ivo Massai.
«Puntiamo a dare un sostegno a tutte le persone, soci e non soci, ciechi e ipovedenti di livello più o meno grave – dice – attraverso un aiuto a largo raggio, a partire da un inserimento agevolato nello studio e nel lavoro. Dobbiamo muoverci liberamente, senza ostacoli. I problemi da trattare sono tanti, la provincia è molto vasta e coinvolgere tutti gli iscritti è difficile ma ci riusciamo come sempre grazie al nostro impegno».
La persona è al centro dell’attività attraverso la fornitura di ausili tecnologici a oggi necessari per camminare. «Bastoni, telefoni – prosegue il presidente – assistenza per il trasporto per attività quotidiane come per andare a fare la spesa o dal medico».
Un cenno a parte merita l’audiolibro. «È uno strumento utile e moderno – spiega Massai – che da un po’ di tempo forniamo direttamente e in modo gratuito al socio dopo che fino a poco tempo fa era stata la sede regionale a occuparsene: scarichiamo il prodotto in formato cd o mp3 in modo da favorirne l’ascolto e una volta utilizzati ce li restituiscono».
Il primo problema su cui l’associazione grossetana si è sempre battuta per garantire una prima e importante tutela a chi ha seri problemi di vista è la questione delle barriere architettoniche.
«Ogni volta che si presenta la questione – continua Massai – facciamo rimostranza verso l’amministrazione comunale affinché locali pubblici e vie debbano essere adeguati per il loro abbattimento, ma riconosco come il Comune ci ascolti sempre con attenzione e ponga rimedio».
Punto forte dell’associazione è l’organizzazione degli eventi, uno strumento fondamentale per diffondere l’immagine della sezione.
«Pochi giorni fa si è svolta la Giornata della Vista – aggiunge – e abbiamo potenziato il nostro percorso di conoscenza diffondendo il materiale informativo a tante persone con consigli pratici su come prevenire i problemi di vista».
Una fascia d’età che sta particolarmente a cuore all’associazione è rappresentata dai più piccoli, coloro cioè che attraverso la conoscenza possono davvero prevenire il sorgere di problemi che a volte possono condizionare il loro stile di vita: a loro sono dedicate due campagne di sensibilizzazione. La prima è “occhio ai bambini”.
«La prevenzione dalle scuole elementari – spiega – è basilare e noi vi dedichiamo una giornata all’anno, in genere in primavera, con nostro personale che effettua un esame ortottico non invasivo e se riscontiamo problemi informiamo la famiglia affinché effettui ulteriori ed approfonditi controlli».
La seconda, invece, riguarda l’educazione stradale, a cui aderiscono insieme ad altre associazioni ed enti locali. «Dopo aver insegnato ai più piccoli alcune norme di comportamento alla guida dei veicoli, loro mettono in pratica quando appreso con disegni e, sotto la nostra guida, appongono sui vetri delle multe cosiddette “virtuali” che non comportano un pagamento reale ma che “avvertono» di alcune irregolarità nell’utilizzo dell’auto come nel caso della sosta vietata. A testimonianza di come la sede grossetana sia apprezzata per lo spirito umanitario che trasmette, c’è una storia che ha colpito il cuore e l’attenzione di chi fa parte ormai da anni dell’associazione e che Massai racconta con un velo di commozione e di orgoglio.
«Un nostro socio che pur avendo tanti soldi aveva deciso, per motivi personali, di vivere come un barbone – racconta Massai – alla sua morte ci ha donato una grossa parte di ciò che aveva lasciato agli eredi per testamento. Si chiamava Manlio Fabiani, era un uomo di gran cuore. In seguito ho deciso, in accordo con il consiglio, di devolvere una parte del cospicuo fondo a favore del reparto oculistica dell’ospedale Misericordia e così con questi soldi sarà costruito il centro di riabilitazione ipovisiva, a lui dedicato, che sarà inaugurato il prossimo anno». Ma non basta. La sezione grossetana dell’Uic parteciperà inoltre ai preparativi del centenario della nascita dell’Unione italiana ciechi che cadrà il prossimo anno: è in corso lo studio di alcune iniziative sociali che vedranno scendere in piazza tutti i valorosi componenti dell’associazione sempre pronti a coinvolgere un’intera città e una provincia sempre attente a manifestazioni sociali.
Suggestiva la “cena al buio” che periodicamente viene promossa e si tiene in maniera “itinerante” in vari ristoranti maremmani. Un’esperienza che permette ai normodotati di vivere con “gli occhi” di un non vedente le sensazioni durante un incontro conviviale come quello di una cena a tavola. «Ne stiamo organizzando due a Follonica e Orbetello», precisa Massai. —
Stefano Fabbroni
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