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«Sempre meno clienti al centro della 167 ovest»

«Sempre meno clienti al centro della 167 ovest»

In difficoltà gli operatori commerciali che ancora resistono dopo la chiusura del supermercato «Rischiamo di chiudere»

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follonica. L’ultima pista intrapresa avrebbe dovuto portare alla realizzazione di un polo socio-sanitario: una tipologia di attività in grado di richiamare un numero notevole di persone e di ridar così vita ai vari negozi che ancora resistono nel centro commerciale della 167 ovest di Follonica, alle prese con grosse difficoltà da quando il supermercato ha chiuso definitivamente.

Ma anche questa ipotesi sembra essere ancora lontana dal concretizzarsi e adesso che per l’amministrazione sembrano paventarsi tempi incerti, i commercianti tornano a suonare l’allarme: «Rischiamo di dover chiudere».

Un tempo non troppo lontano il centro commerciale era molto movimentato: le centinaia di persone che abitano il quartiere avevano nel supermercato Conad il punto di riferimento per la propria spesa giornaliera. Poi però il Conad ha deciso di chiudere lì i battenti e dopo una parentesi poco fortunata con un altro marchio il grande fondo ha chiuso del tutto. «Da allora viviamo grandi difficoltà – spiega Giulia Cardu, una delle esercenti presenti nel centro commerciale – Non essendoci più un’attività dal forte richiamo, le persone vengono sempre meno qua e ne risentono tutti i negozi presenti».

Tramontata ogni trattativa con la medio-grande distribuzione, nel corso dell’ultima campagna elettorale Andrea Benini ha così proposto la realizzazione di un polo socio-sanitario da proporre all’Asl. Il confronto è in effetti partito ma ad oggi non ha portato ad alcun risultato concreto. Oggi, però, il problema sembra aggravarsi, perché c’è sull’amministrazione di Benini sembra fortemente in bilico, visto il ricorso del centrodestra accolto dal Tar che probabilmente porterà Follonica al ballottaggio un anno dopo le elezioni e il Comune verso un commissariamento. In questo scenario, i tempi per qualsiasi soluzione andranno così inevitabilmente ad allungarsi, dato che un commissario prefettizio non ha potere di chiudere un accordo simile. Quindi, c’è il rischio che ogni possibile soluzione possa slittare almeno all’estate 2020, se non dopo. «Intanto però noi rischiamo di essere costretti a chiudere», spiegano diversi commercianti che ancora resistono. —

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