La protesta
«L’anno scorso abbiamo fornito 90 coperte a chi dormiva fuori»
Il caposezione Tunzi racconta gli scopi umanitari del sodalizio e il grandissimo cuore dei volontari che aiutano chi è in difficoltà
la storia
“Seduli in accurrendo, alacres in succurrendo”, vale a dire “tempestivi nell’accorrere, efficaci nel soccorrere”. In pratica, aiutare il prossimo.
Non è facile trovare una frase così esplicita, scritta in latino, che riassuma in pochi termini l’esatto significato dell’esistenza e lo spirito inconfondibile di un’associazione di volontariato. È il caso del Cisom, ovvero il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta che lo scorso anno ha visto la nascita di una realtà distaccata anche a Grosseto che di mese in mese si sta sempre più facendo conoscere e voler bene da tutti, non solo da chi effettivamente ne ha bisogno.
Il suo scopo è umanitario, ovvero quello di accorrere tempestivamente e allo stesso tempo nel prestare soccorso a persone in difficoltà, sia per calamità naturali che per effettiva esigenza sociale come abbandono e solitudine.
Fra i “beneficiari” di queste nobili azioni vi rientrano in particolare le categorie considerate più deboli: bambini, anziani, portatori di handicap e anche chi si trova, magari per un breve periodo, in difficoltà ed è costretto a mangiare e dormire fuori casa in condizioni precarie.
La funzione principale che il Cisom è chiamato ad espletare e per la quale è conosciuto, ma senz’altro la più complessa da attuare, è la protezione civile: l’organizzazione di interventi tempestivi ed efficaci in caso di alluvioni e terremoti. Per arrivare all’obiettivo, che resta quello di aiutare a riportare la situazione alla normalità, servono coraggio, abilità, preparazione del personale, mezzi adeguati ad affrontare tutte le condizioni climatiche.
«Ci consideriamo la colonna mobile della protezione civile – spiega in sintesi Giovanni Giuseppe Tunzi, caposezione della sede di Grosseto del Cisom – dal momento in cui entriamo in funzione dopo l’allerta dataci dal Comune che rappresenta l’ente preposto a farlo i volontari sono il cuore della sezione: il loro reperimento avviene intanto attraverso il passaparola. Svolgono molte funzioni nelle diverse aree del sociale – prosegue Tunzi – Non dimentichiamo il nostro modo di agire che è incentrato sull’aiuto al prossimo. Cerchiamo quindi di diffondere l’immagine del volontario nelle nostre iniziative, fornendo informazioni per mezzo di materiale cartaceo illustrativo».
Il ruolo da svolgere è principalmente quello dell’assistenza e per farlo servono appositi corsi di formazione per acquisirne la qualifica e prepararsi a un ruolo che non è solo fatto di aiuto materiale ma che deriva da uno forte spirito interiore che deve esserci quando si veste la casacca che riporta in evidenza lo stemma della croce di Malta.
«Spieghiamo il regolamento e in particolare i diritti e i doveri a cui si devono attenere i futuri volontari di un ordine così prestigioso come il nostro – continua – e istruiamo su come utilizzare la dotazione di mezzi in nostro possesso, fondamentali in occasione dei soccorsi, da quelli che sembrano più semplici a quelli più difficoltosi». Non solo ma durante gli incontri esperti del Cisom faranno capire ai candidati volontari aspetti importanti anche sotto il profilo comportamentale: fra questi si illustrerà come si struttura e si organizza un campo base e quale autorità rappresenti la guida durante una spedizione che spesso porta a stare fuori casa per più giorni. Essere volontario Cisom non significa limitarsi ai compiti, pur preminenti, di protezione civile ma coprire altri ambiti. A partire da quello sociale.
«Abbiamo partecipato alle giornata del banco alimentare, della colletta per il farmaco per i bisognosi – aggiunge Tunzi – e a quella delle derrate alimentari. Tutte iniziative che hanno permesso di farci conoscere al pubblico». La volontà della sezione è quella di promuoverne l’immagine attraverso le azioni: un altro settore nel quale è stata coinvolta è quello sanitario. «Un’altra funzione che ci appartiene è quella di fare prelievi del sangue, a cura dei nostri infermieri, per rilevare dati importanti per la salute quali i livelli di glicemia del sangue, il colesterolo e la pressione». Una citazione a parte la merita il legame con la fede. «Siamo ospiti di una struttura della diocesi – racconta Tunzi – e ci sembrava giusto prendere parte ad alcuni eventi organizzati dal vescovato e non dimentichiamoci pure che siamo inquadrati come ordine religioso». Ad agosto il Cisom Grosseto è stato presente, con volontari in uniforme, alla processione in onore dl patrono di Grosseto, San Lorenzo. Il sostegno verso il prossimo lo si evince anche da un altro aspetto: l’assistenza di chi si trova in momenti più o meno lunghi di solitudine, per decisione propria o perché emarginati dalla società: si chiama servizio di unità di strada. «Uno dei nostri interventi avviene durante la giornata della raccolta – conclude Tunzi – che in genere cade nel mese di novembre. Lo scorso anno ci siamo impegnati a fornire circa novanta coperte a chi per vari motivi si trovava a dormire al freddo nei luoghi più disparati della città e a distribuire cibi e bevande calde per la sopravvivenza». —
Stefano Fabbroni
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