Il Tirreno

Grosseto

la tragedia 

Investito in bici: disposta l’autopsia e la perizia sull’incidente

F.G.

Il sostituto procuratore  Giampaolo Melchionna darà l’incarico al perito medico legale e all’ingegnere che deve ricostruire la dinamica

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GROSSETO. Giovedì mattina sarà affidato l’incarico al medico legale che dovrà effettuare l’autopsia sul corpo di Samir Acrouti, il quarantenne di origini tunisine, che alle prime ore di sabato stava viaggiando lungo via Aurelia Sud in sella alla sua bici quando è stato investito da un’auto. L’uomo è morto dopo essere caduto ed aver probabilmente sbattuto la testa nell’unico palo presente lungo la carreggiata, prima del distributore Tamoil. Non solo: il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna affiderà sempre giovedì l’incarico per la perizia cinematica: toccherà quindi al consulente della Procura ricostruire l’incidente nel quale è rimasto ucciso il quarantenne che stava portando a casa, in uno dei tanti rifugi di fortuna della zona, due taniche piene d’acqua.

Il quarantenne probabilmente ha perso il controllo della due ruote proprio perché stava trasportando quei due pesi: il ragazzo che era alla guida di un’utilitaria, un grossetano di 24 anni, ha sentito solo un rumore. Si è fermato poco più avanti ma nel buio non si è accorto del corpo dell’uomo che era finito nel terreno accanto a via Aurelia sud con la sua bicicletta.

È stato un grossetano che stava tornando verso la città, intorno alle 3 del mattino, ad accorgersi di quel corpo e a dare l’allarme.

Il 118 non ha potuto fare altro che constatare la morte dell’uomo mentre la polizia stradale si è messa subito a cercare chi aveva investito Samir. Il ventiquattrenne, il pomeriggio, ha letto su Internet la notizia della tragedia e della caccia all’uomo che era cominciata: è andato alla caserma dei carabinieri a dire loro che probabilmente era stato lui a urtare, seppur lievemente, l’uomo in bicicletta spiegando di essersi fermato ma di non aver visto nulla. Ha creduto di aver investito un animale. Il giovane, accusato di omicidio stradale, è difeso dall’avvocato Paolo Serra. — F.G.

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