Sicurezza
In cinque anni 52 morti per incidenti domestici: al via i corsi per evitarli
Asl, Auser, Cittadinanzattiva e Ancescao promuovono la campagna “Sicuri in casa”. I più a rischio sono gli over 65
GROSSETO. Diecimila persone restano coinvolte in incidenti domestici ogni anno in provincia di Grosseto. E in cinque anni, dal 2011 al 2015, i morti per cause accidentali nelle abitazioni sono stati 52, di cui 32 per cadute.
Sono i numeri – nel caso dei decessi – e le stime – nel caso dei feriti – dell’Istat che raccontano come il pericolo spesso non si trovi “dietro l’angolo”, ma tra le mura di casa. Le donne rappresentano la categoria più a rischio, coinvolte in circa il 70% degli episodi, in quanto più esposte all’ambiente domestico. Al crescere dell’età aumentano l’incidenza degli infortuni e le differenze di genere. Le cadute sono più della meta degli incidenti con punte di quasi l’80% nelle donne sopra i 65 anni. Le conseguenze sono spesso gravi, con necessità di ricorrere al pronto soccorso, in circa la metà dei casi, e ricovero intorno all’8%.
Gli incidenti domestici rappresentano un problema di sanità pubblica di grande rilevanza e in continuo aumento. I più colpiti sono anziani, donne e bambini.
Da questo assunto nasce il progetto di prevenzione degli infortuni domestici “Sicuri in casa” dell’unità operativa complessa Promozione ed etica della salute dell’Ausl Toscana sud est in collaborazione con Auser, Cittadinanzattiva e Ancescao, partito in maniera sperimentale in provincia di Grosseto, per poi essere esteso a tutta l’area della Sud Est.
Il progetto prevede una serie di appuntamenti, iniziati ieri, nei centri di promozione sociale San Rocco di Marina di Grosseto e Ciabatti di Grosseto, dove i professionisti incontreranno gli anziani iscritti alle associazioni per informarli, promuovendo la prevenzione e la consapevolezza dei rischi correlati agli incidenti domestici e delle norme di comportamento per la loro riduzione.
Durante gli incontri, gli operatori trasmetteranno ai presenti le conoscenze per sviluppare capacità di riconoscimento dei potenziali fattori di rischio ambientali e della casa: gas, fuoco, prese elettriche, scale, inadeguata illuminazione, fili fuori posto, superfici scivolose, tappeti, uso inappropriato degli elettrodomestici, solo per citarne alcuni.
«Siamo convinti che il percorso progettuale sarà più efficace quanto più riusciremo a coinvolgere attivamente le persone» dice Claudio Pagliara, responsabile Educazione della Salute. In questa prima parte, gli incontri si rivolgono a chi ha più di 65 anni, perché passano più tempo in casa e hanno meno capacità motorie e sensoriali, perciò più a rischio di farsi male.
Dare informazioni pratiche per evitare i rischi e motivare a cambiare gli stili di vita che espongono ai pericoli domestici sono gli obiettivi. —
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