La manifestazione
Cade in una buca e chiede il rimborso «Comune troppo lento»
grosseto. Ha subito un infortunio mentre era in sella alla sua bici alla fine di giugno dell’anno scorso, quando, alle 21, gli si è incastrata la ruota della bici in un tombino, che da molti anni presenta uno scalino. L’uomo è caduto rovinosamente a terra. «Lì per lì sono andato a casa - racconta Paolo Landi - ma dopo un po’ ho cominciato a sentire un gran dolore a un ginocchio e sono andato al pronto soccorso. Verso la fine di agosto, anche per le spese che stavo sostenendo, ho denunciato al Comune l’accaduto e provveduto a riparare la bici». È iniziato così un lungo iter burocratico.
«In un primo momento la compagnia di assicurazione - dice - aveva risposto che non erano ravvisabili responsabilità a carico del Comune. Poi la situazione si è chiarita ma il Comune aveva cambiato broker e, a fine maggio, la commissione incaricata mi ha proposto una transanzione. Ho accettato per evitare che si andasse per le lunghe. A fine giugno mi è stata presentata atto di quietanza e transazione che ho sottoscritto in data primo luglio e spedito per e-mail». La somma doveva essere liquidata in 90 giorni, ma ad oggi, Landi non ha ancora ricevuto un euro. «È un’ingiustizia da parte del Comune che ha accettato dalla compagnia la clausola inserita perché quando la quietanza è sottoscritta - dice - dopo il tempo trascorso il danneggiato deve attendere altri 90 giorni e come nel mio caso solo una parte dei soldi già spesi. Il mi’ nonno avrebbe detto oltre il danno anche la beffa ». —
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