Sicurezza
Dal Comune stop all’impianto di allevamento di pesce
L’impianto per allevare spigole offshore in gabbie galleggianti davanti alla Giannella, al largo di Talamone, incassa un primo stop da Orbetello. Il nucleo unico di valutazione del settore affari urbanistica edilizia, composto da tecnici e dirigenti, ha dato parere negativo alla procedura di valutazione di impatto ambientale.
La richiesta per accertare se il progetto possa o meno diventare realtà – e dunque essere sottoposto a una valutazione di impatto ambientale – era stata presentata lo scorso anno da una società di Pachino (Siracusa). L’azienda siciliana avrebbe intenzione di realizzare, al largo della fascia costiera tra Talamone e Monte Argentario, davanti alla spiaggia della Giannella, un impianto di acquacoltura in mare aperto (offshore).
Il progetto prevederebbe l’installazione di quatto reticoli da otto gabbie ciascuno. In ogni gabbia, secondo il progetto, dovrebbero essere messi circa 250mila avannotti e ogni anno verrebbero seminate otto gabbie di orate e otto gabbie di spigole per un totale di circa mille tonnellate all’anno di pescato.
Il progetto da subito ha fatto storcere il naso alle associazioni ambientaliste Wwf e Legambiente, che ne criticarono l’impatto ambientale. Le due associazioni già un anno fa ritenevano l’impianto «troppo invasivo per tutta la costa sud della Maremma» e giudicavano «eccessivo» l’impatto sull’ecosistema marino, stando al progetto presentato «basti pensare – argomentavano Wwf e Legambiente – ad esempio alla densità del pesce allevato, alla grande quantità di rifiuti, reflui, escrementi e residui dei mangimi che verrebbero riversati in mare e che potrebbero interessare anche l’area costiera».
Ora arriva un primo stop dovuto proprio al fatto che dalla documentazione presentata dalla ditta – come si legge nella delibera di giunta del Comune di Orbetello – «non è possibile simulare le dinamiche di dispersione degli inquinanti e non è possibile effettuare un’esaustiva valutazione degli effetti ambientali che verrebbero a gravare sull’ecosistema, in particolare in relazione alla presenza a nord/nord est/est dell’impianto di una prateria importante di Posidonia, ad est della costa dove si trovano numerose attività turistico ricreative destinate alla balneazione pubblica, a sud dell’Albegna e Santa Liberata, con le idrovore che portano acqua nella laguna di Orbetello».
Questo anche dopo le integrazioni che il 15 luglio la società siracusana ha inviato con le proprie osservazioni – controdeduzioni, che tuttavia «non hanno aggiunto – dice il Comune – elementi utili a superare gli aspetti critici individuati nel verbale conclusivo del nucleo unico di valutazione né tantomeno ad esprimere una valutazione in merito all’esclusione di impatti ambientali del progetto». La strada per riuscire a posizionare un impianto offshore davanti alla Giannella, nel mare di Talamone e dell’Argentario, appare tutta in salita. —
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