Sicurezza
Cattivo odore in città Il Comune: «Si tratta di letame da stalla»
L’amministrazione: gli impianti a biomassa non c’entrano Il Comitato aria pulita chiede l’esito delle verifiche
GROSSETO. Crescono le segnalazioni per gli “odoracci” di stallatico in città. Nelle ultime ore il fenomeno ha provocato malumori e disagi tra gli esercenti commerciali cittadini, che si sono visti fuggire i clienti dai locali per colpa del fetore nauseabondo. Ora interviene il Comune.
«Riguardo alle recenti lamentele su miasmi temporanei avvertiti in città – dice l’amministrazione – rassicuriamo che dipendono dallo stagionale conferimento di sansa, derivante dalla produzione di olio d’oliva tipico di questo periodo. Si tratta quindi di un prodotto assolutamente innocuo, il cui odore è reso più acre dalle temperature ancora alte nonostante il periodo. Inforniamo che continua l’impegno del Comune di Grosseto contro i miasmi: insieme ad Asl e Arpat, nell’ambito del tavolo tecnico comunale, stiamo portando avanti un ciclo di controlli agli impianti che circondano la città. Nel dettaglio, le maleodoranze avvertite dalla cittadinanza nel pomeriggio di sabato 12 ottobre sono da attribuire al riutilizzo agronomico di reflui di stalla, che quindi poco ha a che vedere con gli impianti a biomassa e che tuttavia è, anche in questo caso, innocuo. La Regione ha presentato, recentemente, una proposta di legge; proposta, ad oggi, più restrittiva nella fase di rilascio delle autorizzazioni. Interessante l’inserimento di un limite misurabile nelle emissioni odorigene. Il ruolo del Comune sarà certamente primario nel momento in cui si dovessero prospettare o palesare rischi per la salute pubblica: siamo quindi vicini a tutti qui cittadini che hanno voluto dimostrare i propri timori».
Intanto interviene nuovamente il Comitato Grosseto Aria pulita. «I cittadini di Grosseto continuano a segnalare la persistenza di odori nauseabondi in varie zone della città e preoccupazioni di carattere sanitario, imputabili alle attività degli impianti biogas come confermato dal tavolo tecnico riunito dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna il 31 maggio, cui hanno partecipato Asl e Arpat. Sono trascorsi i quattro mesi entro cui si sarebbe dovuto completare il controllo per tutti gli otto impianti biogas presenti nel comune. Come approvato all’unanimità dal consiglio comunale il 18 marzo, il sindaco deve “verificare presso gli enti competenti il rispetto delle prescrizioni rilasciate in sede di autorizzazione”». Secondo quanto dichiara il comitato, alcuni impianti sarebbero in esercizio «con modalità difformi dalle prescrizioni ricevute in sede di autorizzazione: chiediamo che sia reso noto l’esito delle verifiche compiute dagli enti partecipanti al tavolo e le iniziative intraprese dal sindaco per il rispetto della legalità e la tutela di ambiente e salute». —
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