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Case, valori in picchiata nel capoluogo Prezzi più bassi fino al 34% in dieci anni
L’Agenzia delle Entrate fotografa il mercato immobiliare: cali in media del 25%, con punte più alte nella zona semicentrale
Negli ultimi anni, a Grosseto, il valore di mercato delle case – già esistenti e abitabili – è sceso di diversi punti percentuali: una media del 25 per cento nella zona centro storico e intorno alle mura, dal 2008 al 2018; del 10 per cento, con una punta massima superiore al 20, in tutta la città, nel periodo compreso tra il secondo semestre del 2014 e quello del 2018.
Un dato che allinea il capoluogo maremmano alle principali città italiane, dove, nonostante alcuni segnali di ripresa, sia nelle vendite che nei prezzi, il periodo dorato della cosiddetta “economia del mattone” sembra lontano.
La fonte è l’Agenzia delle Entrate che mette a disposizione una banca dati con tabelle dettagliate sulle quotazioni immobiliari delle case esistenti, suddivise per tipologia (abitazioni civili, in stato conservativo ottimo o normale, abitazioni di tipo economico, autorimesse) per ogni comune italiano, a partire dal primo semestre del 2006, fino al secondo semestre del 2018.
Purtroppo, il dato non è omogeneo, almeno per quanto riguarda Grosseto e altre città toscane come Livorno e Lucca ad esempio, perché, fino al 2013, viene utilizzata una suddivisione per zone residenziali diversa da quella dei quattro anni successivi.
Nel capoluogo maremmano, infatti, si passa da tredici a cinque aree, accorpando più quartieri e le uniche due zone che restano invariate sono il centro storico e l’area circostante, subito intorno alle mura, che l’Agenzia chiama “semicentrale”.
In questo caso, il raffronto nel decennio 2008-2018 mostra un quadro impietoso, con una drastica diminuzione del valore al metro quadro nella zona semicentrale superiore al 34 per cento, che in euro significa 855 in meno (da 2505 a 1650 euro al metro quadrato). Va meglio all’interno delle mura, dove il valore passa da 2.295 a 1.950 euro al metro quadrato (-345 euro, in percentuale circa il 16 per cento).
La diminuzione del valore è meno evidente nel periodo 2014-2018 nel centro storico (-4,8 per cento), ma resta sempre molto alta nell’area semicentrale (-21 per cento, in euro –450 euro al metro quadrato).
Spostandosi nelle aree residenziali semiperiferiche e periferiche, nel periodo 2014-2018, quella che se la passa peggio è la zona Cittadella, Regioni, Sugherella, Borgo e Villaggio Curiel, dove il valore delle abitazioni civili in normale stato conservativo è sceso da 2150 a 1700 euro al metro quadrato (-450 euro, –21 per cento), seguita da Barbanella, Tiro a segno, Stadio, Gorarella, in cui le abitazioni perdono il 18, 42 per cento del valore, passando da 1900 a 1550 euro al metro quadrato (-350 euro al metro quadrato).
Per fare un raffronto con un singolo quartiere, nel 2008, a Barbanella, il valore medio era di 2100 euro al metro quadrato; nella zona Regioni, nel 2008, era di 1860, al Tiro a Segno, di 1.840 euro al metro quadrato.
A risentire meno della crisi sono la zona Crespi, Alberino, Sterpeto e quella Verde Maremma, Oliveto, Casalone, che scendono di “sole” 150 euro al metro quadrato, nel periodo 2014-2018, in percentuale 7,7 punti.
Malgrado queste cifre non confortanti, Grosseto, città e frazioni, secondo le statistiche regionali 2018 dell’Osservatorio del mercato immobiliare, relativamente ai volumi delle compravendite, rimane comunque il mercato più consistente e rappresenta un terzo di quello del territorio provinciale. —
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