Sicurezza
Alcol e droga, i test sono entrambi negativi
Il ventiquattrenne che si è presentato ai carabinieri è andato al pronto soccorso per sottoporsi agli accertamenti
Non aveva la pettorina con le strisce catarifrangenti, Samir Acrouti e non aveva nemmeno il faro posteriore della bicicletta per segnalare la sua presenza lungo via Aurelia sud, alle due del mattino di sabato. Il ragazzo di 24 anni che con la sua utilitaria stava rientrando in città dopo aver fatto un giro, non lo ha visto. Ha sentito solo un piccolo rumore e si è fermato. Lo ha raccontato sabato pomeriggio ai carabinieri, quando si è presentato in caserma dopo aver saputo che nello stesso punto in cui la notte prima lui aveva accostato ed era sceso per controllare cosa fosse stato quel rumore, è stato trovato il corpo senza vita del quarantenne tunisino che viveva in un rifugio di fortuna poco distante. Anche lui, come il giovane che era alla guida di un’utilitaria stava tornando a casa e aveva con sé due taniche piene d’acqua che era andato a prendere proprio per portarle in uno di quegli appartamenti mai finiti, senza porte né finestre, dove trovano rifugio i tanti sbandati della città.
Il corpo di Samir e la sua bicicletta erano finite nel campo, a qualche metro di distanza dal ciglio della strada. In un punto al buio: il ragazzo non ha viso il corpo dell’uomo e, dopo aver controllato e dopo aver visto che il danno sulla carrozzeria era contenuto, ha creduto di aver urtato un animale. È tornato a casa, ma il giorno dopo, mentre era al lavoro con il padre, ha letto la notizia della morte dell’uomo. Si è presentato in caserma e davanti ai carabinieri ha detto di sospettare di essere stato lui a urtare l’uomo, spiegando quello che era successo la notte prima. Cercando di allontanare così da sé lo spettro del pirata della strada. Insieme al suo avvocato, Paolo Serra, il giovane una volta lasciata la caserma è andato spontaneamente al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia per chiedere di essere sottoposto ai test alcolemici e tossicologici. Ieri è arrivato il risultato: i test erano entrambi negativi. Il ragazzo quindi non aveva assunto sostanze stupefacenti e, anche se l’attendibilità del test sull’alcol è minore viste le ore che sono passate dall’impatto, non aveva bevuto.
Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, che sta coordinando le indagini della polizia stradale, non ha ancora disposto l’autopsia sulla salma del quarantenne, che è ancora all’obitorio dell’ospedale Misericordia. Il ragazzo è stato denunciato per omicidio stradale. Quando si è fermato, in via Aurelia sud, non ha visto il corpo del quarantenne: i fari della sua auto illuminavano il tratto di strada davanti a lui. È stato un uomo che viaggiava verso Grosseto, quasi un’ora dopo, a illuminare con i fari della sua auto la tanica dell’acqua che Samir Acrouti aveva con sé. Quel bagliore gli ha fatto sospettare che ci fosse qualcuno in difficoltà: c’era il quarantenne, ma era già morto dopo aver sbattuto probabilmente la testa contro l’unico palo che si trova al lato di via Aurelia sud. —
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