Sicurezza
Un minuto di silenzio L’appello di una madre
grosseto. La morte di un automobilista, Felice Signorino, sull’Aurelia ha gettato un velo di sgomento e rabbia sulla manifestazione di ieri. Il comizio finale si è aperto con un minuto di silenzio chiesto dal presidente della Camera di Commercio Riccardo Breda. E toccanti sono state le parole di Angela Adiletta, rappresentante toscana dell’Associazione italiana familiari vittime della strada, arrivata da Firenze.
Adiletta, presente con il marito Roberto Tudisca, 22 anni fa ha perso il figlio Riccardo vicino a Scandicci. Il suo motorino si ribaltò per una catena tirata sulla strada. Riccardo aveva 16 anni. Angela ha parlato dal palco srotolando uno striscione coi volti di giovani morti sulle strade. «Mi fa tanta rabbia vedere come non si dia valore alle vite umane», dice al Tirreno a margine del comizio, in riferimento al fatto che in 50 anni l’Aurelia non sia stata ancora messa in sicurezza. E dal palco: «Una famiglia rimane coinvolta per sempre, ma si va avanti a testa alta sperando venga il meglio».
Giuseppe Ranieri, vicesindaco di Capalbio, si dice «deluso e stanco perché non è giusto che la gente continui a morire – ha detto dal palco –. Adeguamento dell’Aurelia e messa in sicurezza, via gli incroci a raso, carreggiate standard. Non deve più morire gente sulla strada come è successo alle 18 ieri sera (venerdì)». «Basta sangue sull’Aurelia», è il messaggio del sindaco Settimio Bianciardi, assente alla manifestazione per motivi di salute: «Vogliamo una strada sicura e adeguata, che non rappresenti un rischio continuo e constante per chi ogni giorno si trova a percorrerla». — F.F.
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