Il Tirreno

Grosseto

«Non esiste una relazione comparativa che giustifichi l’abbattimento dei pini»

I consiglieri comunali Francesca Amore Daniela Lembo Gianluigi Perruzza Antonella Pisani
«Non esiste una relazione comparativa che giustifichi l’abbattimento dei pini»

I consiglieri comunali di M5s respingono le critiche della giunta e difendono gli alberi dei viali Caravaggio e Mascagni 

3 MINUTI DI LETTURA





la polemica

Innanzitutto ci teniamo a sottolineare che il Movimento 5 Stelle di Grosseto ha da molto tempo abbandonato i toni di una querelle politica fatta di polemiche sterili e strumentali per privilegiare un atteggiamento più maturo, costruttivo ed intellettualmente più onesto che gli ha consentito di riconoscere, anche in sede di consiglio comunale, meriti o difficoltà oggettive inerenti alla Governance del nostro territorio.

Ciò detto non possiamo tuttavia esimerci dal contestare quanto comunicato dal sindaco e dall’assessore ai lavori pubblici. Dire che M5s si svegli solo oggi, ad un anno e mezzo dalla decisione di abbattimento dei pini di viale Mascagni e via Caravaggio, è una palese strumentale falsità politica. Siamo stati (come ben sanno il sindaco e l’assessore) da sempre parte attiva e propositiva del dibattito sul verde urbano. Nel dicembre 2018, evidenziavamo come i filari di pini erano (e sono) inseriti all’interno delle Invarianti strutturali del Piano strutturale di Grosseto, e per questo motivo erano (e sono) “vietati tutti gli interventi e le azioni che riducono in modo significativo ed irreversibile gli elementi di invarianza sottoposti a tutela”.

Lo vogliamo ancora oggi ribadire: questa amministrazione ha manifestato superficialità nell’affrontare un tema così sensibile ed importante quale la sostituzione di una parte cospicua di alberature sane, elemento integrante del patrimonio arboreo/simbolico della nostra città. Alle considerazioni passate sulle Invarianti segue un ragionamento sul Regolamento del Verde che “riconosce il valore e l’importanza insostituibile del verde urbano in relazione alla molteplicità di funzioni che questo riveste nel miglioramento dell’ambiente e della qualità dell’aria, nonché nell’arricchimento estetico e paesaggistico degli spazi edificati al fine di garantire ai cittadini la migliore vivibilità delle aree urbanizzate”. Il Regolamento continua sottolineando in grassetto che: “Eventuali abbattimenti di alberi che si rendessero necessari, preventivamente sottoposti a valutazione tecnica, vengono comunicati agli organi collegiali comunali e alla cittadinanza tramite i vari canali di diffusione”.

È altresì chiaro che: 1) Non esiste ad oggi una Relazione tecnica comparativa che giustifichi l’extrema ratio dell’abbattimento incondizionato. 2) A seguito della suddetta Relazione tecnica, il progetto di abbattimento deve essere comunicato tramite vari canali (non pubblicato sul sito del Comune attraverso delibera di giunta) ai consiglieri e ai cittadini. 3) La decisione di abbattimento è la successiva conseguenza della relazione comparativa, e non il viceversa! 4) A parer nostro, non si evince una oggettiva armonizzazione tra i 2 Regolamenti in essere: Urbanistico e del Verde. Se poi, “l’abbattimento di alberi posti su suolo pubblico è inteso come un provvedimento a cui ricorrere solo nei casi in cui non siano possibili altre ragionevoli soluzioni di carattere tecnico – colturale o di opportunità, tese a preservarne integrità, salute, stabilità e valenza ornamentale” ci chiediamo, per le due vie sottoposte a provvedimento, quale preventiva ragionevole soluzione tecnica è stata valutata prima di arrivare ad una decisione così drastica e radicale? Perché i lavori di abbattimento dei pini di viale Mascagni sono stati rimandati a data definirsi? —

I consiglieri comunali

Francesca Amore

Daniela Lembo

Gianluigi Perruzza

Antonella Pisani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini