Gioco
«Autostrada o no basta che non ci siano ricadute negative sul nostro territorio»
Antonfrancesco Vivarelli Colonna interviene sui temi della viabilità «Ho capito una cosa: a Roma si continua a perdere tempo e denaro»
l’intervista
Gabriele Baldanzi
Il percorso di gestazione della nuova Tirrenica è diventato negli anni una novella dello stento, dove lo stento lo vivono ogni giorno gli abitanti della Maremma. Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, parteciperà alla manifestazione odierna coordinata dalla Camera di Commercio, che ha incassato il consenso di enti locali, associazioni di categoria, Legambiente, ma soprattutto una condivisione trasversale a prescindere dalle ideologie e dalle appartenenze politiche o di mestiere.
Lei, seppur presente ai vari incontri promossi dal presidente della Cciaa Riccardo Breda, è sempre rimasto un po’ defilato. Oggi ha l’occasione per spiegarci dove sta e cosa ne pensa.
«Premesso che io amministro Grosseto da poco più di tre anni, e non da trenta, ribadisco una posizione che mi pare comprensibile anche alle pietre: non sono mai stato contrario per principio all’autostrada, né lo sono oggi riguardo all’adeguamento dell’Aurelia. Quando divenni primo cittadino il discorso autostrada era ben avviato e ci battemmo, a lungo, perché vi fosse una compensazione a favore dei cittadini penalizzati dal progetto. Ho incontrato Giorgio Fiorenza più volte; a Roma c’abbiamo fatto lo stradello. Purtroppo ogni volta che cambia un governo si riparte da capo. Una cosa, però, l’ho capita con certezza: a Roma si continua a perdere tempo e denaro, mentre la Maremma rimane al palo, impossibilitata a garantire la sicurezza di chi transita da qui, di chi ci vive e ci muore, con scarse opportunità, proprio in mancanza di una strada adeguata, di implementare la nostra economia. Oggi sono disposto ad andare a braccetto con chiunque si batta, come me, per un’infrastruttura moderna e sicura. Non mi interessa la tipologia».
C’è chi malignamente ricorda che lei era contrario all’autostrada...
«I maligni ricordano cose false: ripeto, io non sono mai stato pregiudizialmente contrario all’autostrada. Abbiamo solo e sempre affermato con forza che la nuova infrastruttura non dovesse avere ricadute negative sulla popolazione locale che deve necessariamente fruirne. Come Comune e come Provincia, per mesi, abbiamo impiegato risorse e tempo nello studiare il da farsi e proporre indicazioni risolutive sul progetto Sat prima e su quello Anas poi, arrivando in entrambi i casi a un centimetro dal successo finale: amministratori e personale impegnati per mesi su pareri, osservazioni, conferenza dei servizi a Roma con investimenti di energie e risorse finite nel nulla. Lamentarsi è facile, noi abbiamo provato in ogni modo a incidere con le azioni. Ora abbiamo bisogno di una soluzione finale al problema».
Quindi accetta la regia unica sul percorso di adeguamento dell’Aurelia?
«Sono oltre mille giorni che indosso la fascia tricolore e la questione Tirrenica, è al momento una delle pochissime cose ancora insolute, in cui purtroppo non abbiamo inciso. E dirò di più: ripensando al momento in cui il tracciato Sat venne stralciato dal Governo dalla lista delle opere da realizzare, dopo mesi intensi di lavoro, avverto ancora quella stessa delusione. Uno stato d’animo di frustrazione che ha dissolto speranze e illusioni, laddove ero convinto che il buon senso potesse prevalere su un groviglio di interessi diversi. Oggi, pur di ripartire, accetto ogni regia e mi fa piacere, come ho detto personalmente a Riccardo Breda, portare al tavolo la mia esperienza kafkiana».
A proposito di Kafka, non trova che il dibattito sul corridoio tirrenico sia più o meno lo stesso da quarant’anni a questa parte? Prima erano il centro e il centrodestra a volerlo a ogni costo e il Pci-Pds-Ds, a dire no. Poi negli ultimi anni le posizioni si sono invertite e gli uni hanno preso in prestito gli argomenti degli altri.
«A me interessa il presente. Adesso, per la prima volta nella storia di questo territorio, esiste un fronte comune e unico che richiede a gran voce un’infrastruttura moderna e sicura. Quel fronte oggi marcerà proprio per dimostrare questa volontà. E sono particolarmente felice che la Camera di Commercio abbia voluto fortemente questa iniziativa. Ricordo che, proprio all’inizio del nostro impegno di governo, avevo chiesto sostegno in questo senso. Purtroppo, all’epoca, non ricevetti. Ecco perché mi rende doppiamente felice registrare un’unità di intenti che solo poco tempo fa era impensabile».
Perché a fine 2017 si arrivò alla bocciatura del tracciato concordato con Sat?
«Ci avvicinavamo alle elezioni e la conferenza dei servizi bocciò il tracciato Sat. Così i lavori, nell’anno successivo, si sono praticamente fermati. Nei ministeri romani, dove ho partecipato ad almeno una decina di riunioni formali, non ho mai percepito l’interesse a offrire alla Maremma un collegamento viario da paese civile. Né mi pare che questa esigenza, me lo lasci dire, ce l’abbia avuta il Pd locale o il consigliere regionale Leonardo Marras. Poi, è vero, l’investitura del ministro Danilo Toninelli, probabilmente, non ha aiutato... Il mio senso di sconfitta nasce dall’aver investito risorse dei cittadini, tempo e lavoro dei tecnici che hanno prodotto negli anni osservazioni e contributi. Speriamo che questo lavoro torni utile in questa fase».
Lei una volta, in una conferenza stampa, disse che voleva per Grosseto “un tracciato credibile, fattibile, che non insultasse l’intelligenza umana”. Cosa intendeva?
«Intendevo quello che ho detto. Studiando un po’ il passato, progettazioni e osservazioni degli ultimi trent’anni, mi sono trovato davanti agli occhi anche soluzioni che oggettivamente mortificavano il territorio. Alcuni miei distinguo sull’autostrada, lo ripeto, nascevano da qui. Oggi mi stanno bene i lavori di adeguamento dell’Aurelia per la messa in sicurezza del transito» . —
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