Il dolore
«Un Conad dentro le Mura? È un progetto irrealizzabile»
Secondo Pd e Lista Mascagni l’investimento del privato si arena su un ostacolo Più del 50% dei mq di vendita deve essere per merce della tradizione italiana
grosseto. Clodia Commerciale, la società proprietaria dei tre supermercati cittadini a marchio Conad, è alla ricerca di un fondo da almeno 500 mq, nel centro storico. L’obiettivo è: aprire uno store della Margherita dentro le Mura. Tale progetto – accolto con grande favore da molti commercianti del centro storico perché la presenza di un grande negozio per la spesa alimentare favorirebbe un bel movimento e molte attività potrebbero brillare di luce riflessa – incontrerebbe un ostacolo: secondo i consiglieri comunali di Lista Mascagni e Pd.
«Era nell’aria che, all’indomani del via libera del comune al nuovo supermercato sulla via Scansanese, Conad avrebbe dato seguito all’idea, coltivata da tempo, di aprire un punto vendita nel cuore della città», scrivono Carlo De Martis, Marilena Del Santo (Lista Mascagni Sindaco), Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati (Pd).
Pd e Lista Mascagni esprimono apprezzamento per il futuribile investimento di Clodia-Conad Grosseto: «Tale apertura – osservano – potrebbe contribuire a risollevare il centro storico da quella desertificazione alla quale assistiamo anche a causa delle scelte dell’amministrazione comunale di concentrare risorse e progetti nelle aree periferiche della città». «Se però vogliamo –aggiungono –che, questa volta, l’interesse del privato riesca ad andare a braccetto con l’interesse pubblico, dobbiamo far sì che il nuovo punto vendita non sia solo una vetrina, ma possa costituire un luogo capace di soddisfare le quotidiane necessità di consumo di chi frequenta e risiede nel centro storico».
C’è un però, un ostacolo, secondo Lista Mascagni e Pd. «Nonostante le migliori intenzioni di Conad – sostengono i consiglieri – il problema è che un simile obiettivo non potrà essere raggiunto». Ecco, secondo loro, perché.
«Poco meno di un anno fa il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – spiegano – decise che il comune di Grosseto dovesse dotarsi del famigerato regolamento per il decoro del centro storico che, in un’ansia da prestazione antikebabbara, mise paletti altissimi a chiunque volesse aprire una nuova attività per la vendita di prodotti non italiani. Ebbene, se oggi Conad, o chiunque altro, volesse aprire un market, dovrebbe garantire che oltre il 50% della superficie di vendita sia rigorosamente destinato a “prodotti della tradizione italiana”, come prescrive l’articolo 3». «E non è uno scherzo – dettagliano i consiglieri – Il regolamento prevede che in caso di inosservanza l’attività sarebbe assimilata ad un’attività abusiva “con conseguente chiusura immediata dell’esercizio”».
«È chiaro che un regolamento così restrittivo, oltre che vago e con sanzioni di tale portata – affondano – non può che creare seri problemi: a chiunque voglia investire ma, soprattutto, ai cittadini che avrebbero bisogno che il centro tornasse un luogo dove acquistare, più che il culatello di Parma o il pistacchio di Bronte, prodotti per la casa e generi alimentari per la vita di ogni giorno; un luogo per tornare a far la spesa quotidiana in centro e magari, nell’occasione, acquistare pure un bel vestito». «Per questo – concludono – nei prossimi giorni presenteremo una mozione affinché le limitazioni introdotte dal regolamento per il decoro del centro storico siano rimosse: per togliere il freno mano alle possibilità di un nuovo sviluppo per il cuore della nostra città». –
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