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Mega impianto da sei gigawatt per il trattamento dei rifiuti

Giulia Sili
Mega impianto da sei gigawatt per il trattamento dei rifiuti

Inaugurata ieri a Monterotondo Marittimo la nuova centrale a biogas di Acea È la più grande del centro Italia ed è costata alla società 22 milioni di euro

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A Monterotondo Marittimo Acea prende il posto di Solemme con un nuovo impianto di trattamento rifiuti, compostaggio e digestione anaerobica più grande nel suo genere in Toscana.

L’impianto che è stato inaugurato ieri a Carboli è stato realizzato in quasi due anni grazie all’investimento di 22 milioni di euro, ha una capacità autorizzata per il trattamento di 70mila tonnellate annue di rifiuti, per una produzione di energia elettrica complessiva annua pari a circa 6 gigawatt ore.

Acea – multiservizi attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei settori dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente – sostiene che «l’impianto, dotato delle tecnologie più avanzate presenti sul mercato, fornirà notevoli benefici ambientali, tra questi il minor conferimento in discarica di rifiuti organici che vengono trasformati in fertilizzanti utili per l’agricoltura (compost) e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tramite la valorizzazione energetica del biogas prodotto dal processo di digestione anaerobica del rifiuto». Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Acea, ha detto: «Siamo particolarmente soddisfatti della collaborazione con le istituzioni e con tutti gli enti coinvolti che ha permesso di arrivare oggi all’inaugurazione di questo impianto di grande valore per il territorio in quanto permette una gestione virtuosa e sostenibile del ciclo dei rifiuti. L’avvio di questo nuovo impianto – ha aggiunto – rappresenta per Acea un passo importante nell’attuazione degli obiettivi del Piano industriale 2019-2022 nel settore del trattamento dei rifiuti in un’ottica di economia circolare che prevede anche la realizzazione di nuovi impianti». Presente all’inaugurazione anche il presidente della Regione Enrico Rossi: «Siamo di fronte a un impianto moderno, in linea con le strategie europee e regionali per lo smaltimento dei rifiuti, che pongono come obiettivo fondamentale il loro riuso e riciclo. È anche il più grande impianto di compostaggio della Toscana, in grado di produrre biogas ed energia, riducendo le emissioni di gas serra e di realizzare un ammendante capace di migliorare la qualità dei terreni agricoli».

Il presidente Rossi ha poi osservato come la Regione per concedere questo tipo di autorizzazioni impieghi soltanto sei mesi, se la domanda è correttamente corredata di tutti gli elementi, e nove mesi nel caso in cui ci sia necessità di ottenere una documentazione aggiuntiva, sottolineando come si tratti di tempi di livello europeo. «Ci vogliamo muovere fortemente in direzione della differenziazione e del recupero della materia – ha quindi concluso – Il nostro obiettivo è quello di arrivare a 600mila tonnellate l’anno di rifiuti solidi urbani trattati con questa modalità. È per questo che abbiamo altri quattro impianti di questo tipo in corso di autorizzazione regionale». «È la fine di un percorso travagliato durato anni che tanto ha segnato il nostro Comune» ha aggiunto il sindaco di Monterotondo Giacomo Termine che già dal suo primo mandato si era scontrato con le problematiche dell’area Carboli «Noi ci siamo impegnati per risolvere le problematiche insite in quell’impianto vetusto e fatiscente che si chiamava Solemme. La nostra stella polare – ha concluso Termine – è stata quella di puntare sulle migliori tecnologie, unico elemento vero per avere un impianto utile all’economia circolare e che funziona bene ed in sicurezza». —

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