Lutto
Zanardi euforico La Coppa del mondo fa tappa a Castiglione
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Per qualunque atleta correre in casa è sicuramente un vantaggio e Alex Zanardi, quando ha saputo che una tappa delle coppa del Mondo di paraciclismo sarà nuovamente ospitata a Castiglione della Pescaia nel maggio del 2020, si è detto più che soddisfatto.
L’ex pilota di Formula 1 ad ogni occasione mette in evidenza il suo legame con la cittadina costiera, che lo ha adottato nominandolo anche suo cittadino onorario (2012), e che lui ha scelto come buen ritiro ormai da tempo. Cinque anni fa, quando il comune sempre sotto la gestione del sindaco Giancarlo Farnetani ospitò una prova della coppa del Mondo di paracilcismo, fu proprio Alex ad infiammare le gare (inserite nelle Giornate Europee dello sport), mettendosi al collo 2 ori, nella prova a cronometro e in linea H5, oltre a fungere da biglietto da visita della rassegna mondiale e uomo di punta della nazionale italiana di Mario Valentini. Proprio Zanardi ha però sottolineato come sia soprattutto il fatto di correre a Castiglione a dargli motivazioni supplementari: «Per me è qualcosa di speciale poter disputare una gara in uno degli angoli più belli del nostro paese e della Maremma. Basta poi ricordarsi dell’accoglienza fatta da tutta la cittadinanza nel 2014, che salutò ogni nostro sforzo con una partecipazione assolutamente unica. La prova di Castiglione – aggiunge Zanardi – sarà il primo esame di un anno importante, a pochi giorni dal campionato Mondiale (in Belgio, ndc) e a pochi mesi dai giochi paralimpici di Tokyo. Ognuno di noi cercherà di prepararsi al meglio, per la gloria in palio, per avere delle conferme in vista di altre importanti gare imminenti, e per incidere sul ranking mondiale un criterio utile anche a determinare chi si qualificherà per i giochi di Tokyo».
Zanardi che vuole regalare ancora tante emozioni, invita tutti a prepararsi per l’evento: «Io sono stato adottato da questo bellissimo paese, e oltre alla cittadinanza onoraria mi sento ripagato da tutto l’affetto che sento quando magari vado al bar, in qualche negozio o al supermercato e sento le persone che quando giro per strada con la mia handbike mi salutano riservandomi grandi sorrisi». —
Enrico Giovannelli
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