Toscana
Un vaso di Pandora da cui escono i mali del mondo inquinato E crescono speranze
Dominga Tammone ha ideato il suo Albero di Natale È Ecologico e Popolare come ha richiesto il concorso di idee lanciato da Archetipi
GROSSETO. Dopo la proposta della neurobiologa Silvia Landi che ha candidato il suo Plastic Tree, arriva un’altra idea per l’Albero di Natale Ecologico e Popolare, il concorso di idee lanciato dall’imprenditore Guido Del Gizzo che con Archetipi srl si è aggiudicato la gestione del Cassero Senese. Del Gizzo ha lanciato un invito-sollecitazione: progettisti per mestiere o per passione, artisti, architetti, designer ma anche cittadini che nella vita fate tutt’altro date libero sfogo alla fantasia e alla creatività e proponete l’Albero di Natale che vorreste vedere realizzato, allestito e acceso per Natale. E inviate il vostro “schizzo” o la descrizione dell’idea al Tirreno.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.37724798:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/10/09/news/i-giovanissimi-al-lavoro-per-allestimenti-e-logo-2020-1.37724798]]
E così il secondo progetto giunto alla redazione è firmato da Dominga Tammone, illustratrice e artista lucana di origine ma maremmana di adozione, che ne ha creato anche il “bozzetto” (vedi foto a destra). A descriverlo è lei. «Pensavo a questo albero – dice Dominga – come una sorta di vaso di Pandora dal quale escono tutti i mali del pianeta, fisicamente rappresentati dai tanti materiali che inquinano». «Tra tutti i “mali” che schizzano via dal vaso – spiega – inserirei però anche delle lucine di speranza: come i nomi dei bambini e le loro “parole chiave” che simboleggiano la presa di coscienza del problema, la voglia di dare un contributo per migliorare l’ambiente e l’intenzione di rispettarlo». Insomma, l’Albero di Natale di Dominga è senza dubbio Ecologico. Ma è anche Popolare, tant’è che, oltre alla “coralità” dei bambini, l’illustratrice pensa di aprire anche un altro fronte partecipativo. «La mia idea – spiega – è quella di coinvolgere le aziende che inevitabilmente producono materiale di scarto e con questo materiale costruire l’installazione. Riciclo creativo, per l’appunto. Pensavo di recuperare una botte in legno da usare come base della struttura, lattine, bottiglie di plastica, barattoli di vetro con all’interno delle cicche di sigaretta e, buste di plastica che ricordano un’esplosione e, infine, tappi di sughero da far decorare ai bambini con parole chiave o i loro nomi». –
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.37663091:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/10/04/news/in-legno-o-in-ferro-d-artista-o-no-festeggera-il-natale-della-comunita-1.37663091]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
