Sicurezza
«Un’aula a cielo aperto per la didattica»
L’associazione Tartamare chiede al Comune di poter utilizzare la porzione di pineta che si trova davanti alla sede
Oggi, per il gioco “Io e Te”, lanciato dal Tirreno, intervistiamo l’associazione Tartamare, un’associazione che vive portando avanti progetti che in parte si sostengono grazie ai contributi di enti e di privati e in gran parte grazie al lavoro volontario.
A parte la sede e le utenze che sono a carico del Comune di Grosseto, «in questi anni – ricorda Luana Papetti – abbiamo avuto 5mila euro dalla Regione, più altri 4mila» e poi, nel 2017 la stessa Papetti ha ricevuto un premio dalla fondazione Yves Rocher come donna che opera a tutela dell’ambiente: altri 5mila euro, tutti investiti nelle attività dell’associazione.
Una bella collaborazione è anche quella che è stata avviata con il Comune di Castiglione della Pescaia. E via via non manca chi sceglie di sostenere, per quanto possibile, le attività di Tartamare. Dal Porto della Maremma a Banca Tema, a soggetti privati come i Lions di Castiglione o l’associazione Balneari di Marina, fino a un gruppo di tatuatori di Firenze che ha devoluto proprio a Tartamare il ricavato di un’esposizione di disegni per tatuaggi. «Piano piano – spiega Luana Papetti – ci siamo ricostruiti e attrezzati per essere a norma per poter svolgere la nostra attività». E si guarda al futuro. Davanti alla sede c’è una pineta e l’associazione è intenzionata a chiedere una concessione dal Comune per poterla utilizzare come aula a cielo aperto per l’educazione ambientale e la didattica. Inoltre c’è il progetto di realizzare una vasca da 15mila litri dove poter fare fisioterapia a tartarughe mutilate o colpite alla testa da eliche o altro, perché spesso anche quelle ritenute non recuperabili possono essere liberate se adeguatamente curate. —
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