Sicurezza
Le piccole imprese reclamano attenzione
Le associazioni di Grosseto, Siena e Arezzo chiedono di essere parte attiva nei progetti che riguardano la Toscana del sud
. Confartigianato ha scelto una struttura simbolo – l’hotel Terme di Petriolo – in un’area di confine, quella tra Grosseto e Siena, per organizzare il primo incontro di programmazione (ma altri ne seguiranno) tra le tre organizzazioni territoriali della Toscana meridionale, che in futuro faranno fronte comune nel dialogo con enti e istituzioni di riferimento.
Confartigianato Siena, Confartigianato Arezzo e Confartigianato Grosseto hanno presentato un documento d’indirizzo ai sindaci dei capoluoghi delle tre province dell’area vasta. L’obiettivo dell’iniziativa era quello di registrare le voci per formare un coro e dialogare con le istituzioni, portando avanti – insieme – le esigenze dell’artigianato e delle piccole e medie imprese. Proprio Gianni Lamioni (in nome delle aziende artigiane di Grosseto), accanto ai colleghi Mario Cerri (in rappresetanza del comprensorio senese) e Ferrer Vannetti (Arezzo) ha illustrato la genesi e il significato del documento, nel quale vengono analizzate potenzialità, ma anche criticità, dell’artigianato.
Con il documento presentato a una platea di addetti a lavori si è lanciato un segnale chiaro: l’avvio di una unione di forze e competenze per sostenere l’artigianato, il suo valore e l’indotto che produce. La volontà dell’associazione, infatti, è quella di essere parte attiva nei futuri progetti che riguardano la Toscana meridionale, sostenendo gli interventi per dare ossigeno e sviluppo al territorio. «Innanzitutto – ha spiegato Gianni Lamioni – Confartigianato sollecita la politica locale nel tornare a dare valore all’artigianato ed alle pmi, riducendo il fardello della burocrazia, che è di fatto una “tassa occulta” per ogni impresa. Per rilanciare il settore servono norme semplici, chiare, proporzionali alla dimensione aziendale, pensate avendo a riferimento il tessuto produttivo della Toscana del Sud composto principalmente da micro e piccole imprese. Tutti i percorsi devono essere più snelli; inoltre serve maggiore attenzione a favore dell’imprenditoria femminile e giovanile con interventi mirati, concreti e funzionali».
Per creare, però, questo contesto favorevole alla tenuta e alla crescita dell’artigianato è fondamentale risolvere i nodi che ne ostacolano lo sviluppo, a partire da lacci e lacciuoli che attanagliano le aziende, emanazioni di norme nazionali e regionali. E qui devono entrare in gioco i sindaci. Confartigianato chiede ai rappresentanti dei Comuni di farsi portavoci di queste istanze e di porre maggiore attenzione alla fiscalità locale, adeguando i tributi locali a quelli che sono i servizi effettivamente erogati e fruiti. I temi trattati sono stati molteplici: centrale, per esempio, la questione dell’accesso al credito. «Nel dettaglio – ha ribadito Lamioni – è necessario che vengano finanziati progetti che creino redditività duratura e che siano congrui con le necessità e le aspettative espresse dalle comunità». Non secondaria la questione dell’istruzione e della formazione professionalizzante. Anche su questo punto si farà uno sforzo per lavorare in sinergia, consolidare una nuova e moderna cultura artigiana che sappia coniugare l’antica maestria con una visione smart, al servizio di un mondo sempre più veloce. —
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