Gioco
Sulle Mura arrivano gli spiccioli: trentamila euro per gestire tutto
Grosseto. È il piano-programma approvato dal consiglio tra le critiche. Agresti: «Non sono contento neppure io»
GROSSETO. Senza lilleri ’un si lallera. La versione toscana del detto (proverbiale) “senza quattrini non si va da nessuna parte” bene illustra – secondo i consiglieri comunali dell’opposizione (e non solo) – cosa e quanto potrà fare l’istituzione Le Mura, assegnataria in concessione del complesso monumentale cittadino, per gestire e valorizzare nei prossimi anni (almeno fino al 2021 compreso) il gioiello per antonomasia della Città di Grosseto. Nel consiglio comunale di lunedì 7 ottobre 2019 è approdato il bilancio consuntivo 2018 ma, soprattutto, il bilancio preventivo 2019-2021 dell’istituzione Le Mura, atti che sono stati entrambi approvati – grazie ai voti della maggioranza – ma non senza critiche.
Quello dell’organismo strumentale è un bilancio da circa 200mila euro: è la cifra a cui ammontano i trasferimenti di Palazzo civico all’Istituzione, di cui la quota maggioritaria è assorbita dai costi del personale. Per la manutenzione degli spazi e la gestione delle strutture – cioè tutto il patrimonio delle Mura – ci sono invece a disposizione 30mila euro l’anno nel triennio: è quanto emerge dal piano-programma di previsione dei trasferimenti per il 2019-2021; e per il segmento eventi dal Comune arriveranno 4mila euro nel 2019, altrettanti nel 2020, 3mila nel 2021. Così è.
Il bilancio previsionale «dà l’idea del non investimento da parte dell’Amministrazione comunale – nota Carlo De Martis, consigliere Lista Mascagni Sindaco – C’è un affidatario vincitore del bando per la gestione del Cassero Senese che attende di firmare la convenzione da giugno e di conoscere quali lavori di adeguamento devono essere fatti; nel limbo è anche La Cavallerizza per cui c’era un progetto per renderla un luogo fruibile per eventi. Niente risorse e niente supporto operativo: vorremmo capire qual è la politica dell’Amministrazione per le Mura». E con un misto di ammirazione e di impotenza salta fuori il paragone con le Mura di Lucca, che mette uno zero in più nel bilancio per la sua cinta (2 milioni di euro versus 200mila) e da cui Grosseto dovrebbe mutuare «la stessa determinazione nella gestione – secondo Daniela Lembo, consigliera M5s – Ben vengano i bandi regionali, nazionali, europei: ma non bastano, sono aleatori ed è necessario investire risorse».
«Ancora non mi sento soddisfatto del lavoro da portare a termine – replica alle critiche il vicesindaco e assessore per le Mura medicee Luca Agresti – I trasferimenti sono pochi, molto pochi rispetto al reale fabbisogno ma è un processo lungo».
Poi arriva il colpo di fioretto: «Quando l’Amministrazione comunale annunciò l’istituzione dell’Istituzione Le Mura – nota Lorenzo Mascagni, consigliere Pd – sembrò un momento storico. Ma le risorse sono scarse e le grandi aspettative son o andate deluse. Ma, del resto, il focus urbanistico dell’Amministrazione non è stato puntato sulla valorizzazione del centro storico, come dimostrano le varianti al regolamento urbanistico che stiamo per approvare». –
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