Il dolore
«Caccia al cinghiale, il registro elettronico non è obbligatorio»
grosseto. L’Atc 6 replica a Libera caccia in merito all’obbligatorietà del registro elettronico per l’attività venatoria. E lo fa con un comunicato firmato dal presidente Giancarlo Innocenti in cui smentisce decisamente quanto asserito «con l’intento di ripristinare il giusto inquadramento di quanto stabilito all’unanimità dalla Commissione Ungulati dell’Atc 6 per non ingenerare allarmi ingiustificati e inconsistenti. È falsa la notizia dell’istituzione del registro di caccia elettronico per le squadre abilitate alla caccia al cinghiale. Come le stesse squadre hanno potuto constatare nei due incontri dedicati alla gestione della stagione venatoria, l’Atc 6 ha confermato il registro di caccia cartaceo identico a quello degli anni scorsi che verrà consegnato entro la fine del mese di ottobre. L’unica variante introdotta riguarda la registrazione dei capi abbattuti utilizzando la procedura on-line attivata nel sistema gestionale dell’Atc 6 cui si accede via web o via cellulare. Si ricorda che tale procedura, se pur in forma volontaria, è stata utilizzata dalle squadre di caccia al cinghiale anche lo scorso anno con alta percentuale di adesione e soddisfazione».
Innocenti spiega anche le motivazioni e i vantaggi della registrazione on-line: «Immediata statisticazione degli abbattimenti e dei luoghi dei prelievi; superamento della rendicontazione mensile con specifica del numero e delle caratteristiche degli animali abbattuti da inviare alla Regione Toscana; gestione semplificata delle fascette identificative dei capi abbattuti; sistema automatico di controllo degli errori frequentemente riscontrabili nelle registrazioni manuali».
Innocenti chiede: «Stiamo attentando alla libertà di esercizio della caccia? No! L’Atc ha il compito istituzionale di gestire nel modo più efficace possibile il principio sancito dalla legge 157/92 secondo il quale la selvaggina è patrimonio indisponibile dello Stato e la caccia è lo strumento che ne regola la presenza sul territorio. Alla luce dei progressi gestionali compiuti negli ultimi anni le applicazioni telematiche hanno notevolmente agevolato il compito di operatori e cacciatori. Reputiamo pertanto retrò negarci gli strumenti che danno precisione e tempestività alle azioni di gestione e controllo della selvaggina in ordine alla sua consistenza, alla riduzione dei danni alle colture agricole, all’armonizzazione degli interessi dei cacciatori con quelli di tanti altri soggetti che con pari diritto operano ed usufruiscono del territorio». —
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