Il Tirreno

Grosseto

Allegri nel gioco, capaci di ascolto Ecco gli angeli del Misericordia

Gabriele Baldanzi
Allegri nel gioco, capaci di ascolto Ecco gli angeli del Misericordia

L’associazione opera al quarto piano e al Pronto soccorso pediatrico Ogni anno viene promosso un corso per formare nuovo personale  

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la sTORIA

Allegri nel gioco, predisposti all’ascolto. Affabili, discreti. È l’identikit dei volontari Abio della pediatria, un gruppo che da quindici anni esatti opera anche a Grosseto al quarto piano del Misericordia e al Ps pediatrico cercando di ridurre l’impatto traumatico del bambino nel contesto ospedaliero.

Ma cosa fanno esattamente questi volontari che indossano la maglia bianca con l’orso e il bambino? «Le cose semplici – spiega Cristina Cardarelli, presidente della sezione grossetana di Abio Italia onlus – cercando di realizzare una buona accoglienza nei confronti del bambino e della sua famiglia, inserendoci con discrezione e disponibilità tra le diverse figure che operano in ospedale».

Abio Grosseto è una delle oltre sessanta sedi Abio presenti sul territorio nazionale. Si tratta di un’associazione senza fine di lucro, fondata a Milano nel 1978, che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo della beneficenza. La costituzione del gruppo grossetano si deve all’intuizione e alla lungimiranza di Paola Oddis, storica volontaria di Abio, che nel 2003 decise di trasferire anche a Grosseto le idee e gli ideali di questo nuovo tipo di volontariato. Era il gennaio del 2004 quando i primi 17 volontari entrarono in servizio nel reparto di pediatria del Misericordia, grazie anche all’apertura dell’allora primario Gabriele Barlocco. Paola Oddis fu la prima presidente e ricoprì questo incarico fino al dicembre 2009, lasciando poi il testimone a Valentina Domeniconi.

Nel febbraio 2010, con l’apertura del nuovo pronto soccorso pediatrico, i volontari Abio incrementano la loro presenza in ospedale, assicurando il servizio anche nella nuova struttura.

Uno degli obiettivi dell’associazione è rendere più umano e a misura di bambino l’ambiente ospedaliero, in modo che gli ospiti possano vivere un’atmosfera quanto più familiare e serena possibile. «La consapevolezza del valore, anche emotivo, di avere un ambiente pensato, ideato e dedicato ai giovani pazienti – prosegue Cristina Cardarelli – ha fatto sì che Abio Grosseto continuasse negli anni a migliorare il reparto. Nel 2009 è stato decorato tutto il corridoio che dalla sala giochi conduce alle stanze di degenza: elefanti, scimmiette, giraffe e uccellini accolgono i piccoli distraendoli nell’attesa delle visite e delle terapie».

Anche nella nuova area del pronto soccorso pediatrico, inaugurata nel febbraio 2010, si è voluto destinare uno spazio giochi-intrattenimento al gruppo Abio, ribadendo ancora una volta l’importanza di questo servizio.

Questi investimenti sono stati compiuti grazie ai fondi raccolti con il 5x1000. Così, nel tempo, quello che era un ambiente freddo è diventato un luogo certamente più accogliente, che aiuta piccoli e grandi a distrarsi in momenti delicati.

Il 2009 fu un anno di svolta per Abio Grosseto. Il Comune di Grosseto individuò una nuova sede per l’associazione, al Bastione della Cavallerizza, in pieno centro, rendendo ancora più tangibile la presenza preziosa dell’associazione all’interno della comunità. Nove anni dopo l’amministrazione comunale ha destinato ad Abio una nuova sede in via De Amicis. Nell’assemblea dei soci del 2013, dopo quattro di presidenza di Valentina Domeniconi, fu eletta Cristina Cardarelli, che tuttora continua a guidare il gruppo. Gli ultimi sei anni sono stati caratterizzati da un’ulteriore crescita numerica e qualitativa del gruppo, con un’attenzione costante alla formazione dei volontari.

I volontari Abio prestano servizio in un turno di tre ore settimanali, al mattino, al pomeriggio o alla sera, in reparto o al pronto soccorso. Il volontario Abio è una presenza silenziosa ma attenta con la quale bambini, adolescenti e genitori possono interagire durante la loro permanenza in reparto o al Pronto soccorso.

«La formazione dei volontari – conclude Cristina Cardarelli – è un tema importante per l’associazione: ogni anno viene organizzato un corso base per aspiranti volontari e un corso di aggiornamento permanente obbligatorio per volontari attivi. Gli aspiranti volontari devono seguire lezioni informative a cui seguono incontri con esperti per illustrare gli aspetti igienico-sanitari e comportamentali da tenere negli spazi ospedalieri. Il corso approfondisce anche l’importanza del gioco e si conclude con un seminario psicologico/motivazionale. A conclusione del percorso teorico, l’aspirante volontario inizia il tirocinio, che consiste nel vivere il reparto nella pratica quotidiana, con l’affiancamento di un tutor. La formazione permanente, invece, persegue come obiettivo l’aggiornamento continuo dei volontari attivi». I corsi di formazione sono realizzati grazie ai proventi della Giornata Nazionale “perAmore, perAbio”. Infine il rapporto con la città e la provincia. A riprova del fatto che l’associazione tiene in grande considerazione la proiezione esterna, va sottolineato il fatto che l’impegno non si esaurisce nel servizio ospedaliero ma trova la sua naturale prosecuzione fuori, tra la gente, attraverso momenti di condivisione e manifestazioni vòlte a promuovere e diffondere la mission di Abio e cercare sempre nuovi sostenitori. —

Gabriele Baldanzi

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