Il Tirreno

Grosseto

il funerale oggi alle 15  

Addio alla professoressa Marri Una vita per la storia e filosofia

El.Gi.
Addio alla professoressa Marri Una vita per la storia e filosofia

Storica docente del liceo Classico, per 35 anni ha formato intere generazioni Luciana Rocchi: «Difficile dimenticare lo spessore delle sue conoscenze»

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GROSSETO. È morta a 96 anni Mara Marri, storica docente di storia e filosofia del Liceo classico Carducci-Ricasoli di Grosseto. Personalità autorevole e carismatica, di straordinaria preparazione in storia e filosofia, ha insegnato per 35 anni al glorioso liceo cittadino di via Mazzini formando centinaia di studenti e lasciando un segno profondo in città.

Originaria di Poggibonsi, Mara Marri era nata il 24 maggio del 1923. Il padre Gino era un capostazione ferroviario di solidi principi antifascisti e socialisti, che dal Senese fu spostato in Calabria approdando poi in Maremma con la famiglia. Padre e figlia fecero parte del movimento antifascista di Giustizia e libertà. Laureata all’Università di Pisa con il luminare di filosofia Guido Calogero, Mara si dedicò subito all’insegnamento, interpretato al Classico come missione profonda ed esclusiva. La sua prima docenza risale al 1947/8 come insegnante di storia dell’arte. Nel 1952-3 guadagnò la cattedra di storia e filosofia, materie impartite (dal 1949 al 1951) dall’amico Luciano Bianciardi. Nel 1957-8 cominciò in pianta stabile quella che potremmo chiamare “l’era Marri”: il trentennale percorso nel quale la prof si dedicò esclusivamente (abbandonata storia dell’arte) alla storia e la filosofia. Dopo la pensione arrivata nel 1987-8, Marri si è dedicata in via esclusiva alle letture, ai viaggi, alle amiche e alla sorella Vanna, ex direttore dell’Istituto di igiene mentale, di 5 anni più giovane e con cui ha vissuto per tutta la vita a Grosseto. Oggi alle 15 l’ultimo saluto al cimitero della Misericordia. Forte la commozione in città. Una delle poche foto di Mara (in alto) compare in un cd prodotto dal Comitato Amici del Liceo e che raccoglie ampio materiale documentario sul liceo, sotto il coordinamento della professoressa Giuliana Marchini, dopo l’80° anniversario della fondazione del Classico.

Zelinda Percario, già docente di matematica e fisica al Classico e amica strettissima di Mara, è addolorata. «Ha insegnato a intere generazioni e “costruito la testa” di tante persone con la sua storia e filosofia. Mi mancherà molto».

ROCCHI: IL RICORDO

Ne traccia uno ricordo Luciana Rocchi, ex allieva e colei che ne ereditò la cattedra.

«Era normale, per gli studenti al primo esame di storia, sentire il docente di turno esclamare “Ora capisco!” dopo il buon esito di un esame universitario di storia o filosofia, quando il libretto svelava il Liceo Carducci Ricasoli e usciva il nome della professoressa, Mara Marri. Ha formato generazioni di ragazze e ragazzi, con lezioni importanti e un insegnamento severo, ma appassionato. Ha avviato i suoi studenti alla lettura dei testi filosofici, fin da tempi in cui non era usuale. C’era nelle lezioni lo spazio specifico per la storiografia, tanto che chi usciva dal triennio aveva un quadro delle scuole storiche italiane. Da qualche tempo è diffusa la geremiade sull’opportunità di introdurre finalmente l’educazione civica. Ma la Costituzione gli allievi e le allieve della professoressa Marri la conoscevano bene: nell’orario, a cadenza regolare, c’è sempre stata l’ora di educazione civica. E poi, i programmi, sia di storia che di filosofia, ben prima della direttiva Berlinguer sul Novecento, si avvicinavano all’attualità. Sono tempi diversi i nostri, lontani decenni da quelli in cui “la signorina Marri” – così nel lessico familiare della scuola – teneva la cattedra di storia e filosofia al Ginnasio sezione B. Ma è difficile che qualcuno abbia dimenticato lo spessore delle conoscenze che trasmetteva, e insieme la severità, che è giusto ricordare. Era esigente, dovevano studiare molto e molto ragionare i suoi ragazzi. Nessun rimpianto, né nostalgiche malinconie convengono oggi, ma certo alcuni ricordi importanti possono essere utili. Leggere regolamenti del Carducci Ricasoli in anni caldi, nei dintorni del ’68, è una buona fonte. Ben prima dei cosiddetti “Decreti delegati”, che aprirono a studenti e famiglie il governo della scuola, nel Liceo grossetano ci furono innovazioni anticipatrici in questo senso. Non era solo la professoressa Marri, erano anche altri a condividere la visione di una scuola partecipata; un bel gruppo, negli anni ’60-’70. Un rimprovero le è stato fatto. Troppa discrezione, nulla di scritto, almeno a giudicare da quel che è noto, nulla sulla sua storia personale, che notizie ricevute fortuitamente dicono di impegno antifascista, negli anni di guerra e Resistenza. Chissà se qualche fonte vorrà o potrà rompere quel silenzio, aiutando a comprendere meglio un insegnamento inteso anche come impegno civile. Come per ogni cosa importante che se ne va, il saluto è mesto. Rimane la gratitudine di chi ha ricevuto dalla signorina Marri strumenti per pensare, l’attitudine alla critica, il rifiuto di farsi, (usando parole antiche di un grande filosofo) “ripetitori e trombetti dell’opera altrui”». —

El.Gi.

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