Sicurezza
Lite fuori dal locale, condanna confermata
«Una scarica di botte impressionante»: così i testimoni avevano raccontato del pestaggio nei confronti di un cliente
«Una scarica di botte impressionante»: è questa una delle frasi riportate dai giudici della Suprema corte nella sentenza che conferma la condanna a un anno e il pagamento delle spese processuali, oltre alla corresponsione di tremila euro in favore della cassa ammende, nonché al pagamento delle spese in favore della parte civile per 2.200 euro.
Prima della quinta sezione penale presieduta da Eduardo De Gregorio (relatore Giuseppe Riccardi) della Cassazione, erano stati i giudici della Corte d’appello a confermare la sentenza di primo grado del tribunale di Grosseto che aveva condannato Rossano Laurini, 48 anni, noto imprenditore dello spettacolo, Alessandro D’Amore, 47 anni, imprenditore follonichese e Nicola Brezzi, 36 anni, di Rispescia, per le ferite causate a Marco Papini, un giovane aretino che era stato picchiato fuori dal Black Sun di Punta Ala.
Pugni e schiaffi colpirono al volto il turista aretino, all’epoca 22enne, causandogli la frattura mandibolare e quella delle ossa nasali, nonché un trauma cranico commotivo, con una prognosi superiore ai 40 giorni e con indebolimento permanente dell’organo della masticazione. Era il 16 agosto 2010 quando avvenne il pestaggio fuori dalla discoteca.
L’avvocato di Brizzi, Daniela Marrelli aveva presentato tre motivi differenti di ricorso, tra i quali uno relativo proprio al riconoscimento delle responsabilità a carico del trentaseienne. A sferrare il pugno al volto del turista aretino sarebbe stato soltanto il quarto indagato, che è uscito dal processo celebrato a Grosseto perché ha scelto di patteggiare la pena. Anche l’avvocato di D’Amore e Laurini, Marcello Elia, ha messo in dubbio l’identificazione dei tre fatta dal turista picchiato: Laurini, D’Amore e Brizzi sarebbero stati indicati al giovane dai carabinieri intervenuti quella sera a Punta Ala. Il ragazzo li avrebbe poi riconosciuti attraverso Facebook: riconoscimento, questo, giudicato dal legale inattendibile. Ci sarebbe poi il motivo scatenante della lite, scoppiata all’interno del locale dove l’amico del ragazzo rimasto ferito avrebbe aggredito il dj, che non è stato preso in considerazione e il fatto che non siano state ritenute attendibili le testimonianze sul fatto che Laurini e D’Amore, soci del locale, erano usciti per identificare i responsabili dell’aggressione al dj. Motivi, quelli presentati dall’avvocato, che sono stati respinti. I testimoni sono stati ritenuti attendibili, così come l’identificazione dei tre che - per i giudici della Suprema corte - avevano organizzato una “spedizione punitiva” nei confronti dei ragazzi di Arezzo.
La brutta nottata di 9 anni fa di fronte alla discoteca si è chiusa definitivamente con la decisione dei giudici della Cassazione. —
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