Il Tirreno

Grosseto

la mozione 

Lgbt e inclusione sociale De Martis chiede l’adesione a Ready

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grosseto. Anche Grosseto favorisca l’inclusione sociale delle persone lgbt - lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender - promuovendo azioni che le tutelino dalle discriminazioni, garantendo loro diritti e pari opportunità. A chiederlo è il capogruppo della Lista Mascagni sindaco in consiglio comunale Carlo De Martis.

«Anche la nostra amministrazione può fare la sua parte su queste tematiche, tanto importanti quanto complesse - dice - e per questo ho proposto che il comune di Grosseto aderisca a Re.a.dy, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, fondata nel 2006 per promuovere e coordinare l’azione di comuni, province e regioni». Una proposta che sarà discussa e votata dal consiglio comunale nella seduta di domani.

«Nonostante una certa evoluzione della società, oltre che del quadro normativo, le persone lgbt non godono infatti ancora di pieni diritti e vivono spesso situazioni di discriminazione a causa del perdurare di una cultura condizionata da disinformazione, pregiudizi e stereotipi - dice De Martis - Basti pensare che in Italia, secondo le più recenti e autorevoli indagini, un cittadino su quattro è convinto che l’omosessualità sia una malattia, così come un cittadino su quattro associa omosessualità a immoralità». E ancora peggiore è il quadro relativo al rapporto con le persone transessuali e transgender.

«Evidente come in questo scenario solo una piccola parte delle persone lgbt - aggiunge De Martis - riveli il proprio orientamento sessuale, o denunci i crimini di odio di cui è vittima, così come è evidente il grave disagio in cui possono trovarsi nell’ambiente scolastico i ragazzi e le ragazze che non rientrano nello standard». —

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