Sicurezza
«La nostra missione è prendere per mano questi atleti speciali»
La coordinatrice ha posto le basi per questo grande progetto nel 2013 I giovani coinvolti sono circa 50 e i volontari 70. Tantissimi gli eventi
la storia
La nascita di Skeep è legata a un evento storico per Grosseto quando nel 2013 ospitò per la prima volta i giochi paralimpici allo stadio Zecchini.
Cristiana Artuso era allora la coordinatrice degli oltre 500 volontari impegnati nelle varie mansioni legate all’evento sportivo, dall’accompagnamento degli atleti alla logistica al cerimoniale.
«Si era creato davvero un bel gruppo – dice la presidente di Skeep – e in tanti mi hanno chiesto se quell’impegno poteva proseguire in qualche modo, magari dando vita a un altro progetto. Così ho iniziato a immaginare un’associazione che si occupasse di inclusione dei disabili attraverso lo sport. A una condizione: farlo con il sorriso e con la stessa amicizia che si era stabilita durante i Paralimpici tra atleti e volontari».
Tutto ciò è stato riassunto nel nome “Skeep” che nasce dalla fusione di due verbi inglese smile, sorridere, e keep, tenere. «Il nostro impegno come volontari – dice Cristiana – è prendere per mano questi ragazzi, che noi chiamiamo atleti speciali, e coinvolgerli in attività sportive e ricreative che li aiutino il più possibile a vivere un contesto di normalità. Solo su una cosa sono rigida e i ragazzi lo sanno bene: voglio che indossino sempre alle attività la maglia blu e gialla con il logo di Skeep perché li aiuta a sentirsi parte della nostra grande famiglia».
Quest’anno i ragazzi coinvolti sono una cinquantina (il primo anno erano 22), i volontari circa 70, con un ingresso significativo di nuovi collaboratori, tra cui molti giovani studenti, che portano energie fresche a tutto il gruppo. L’associazione è ben strutturata e ciascuno ha i suoi compiti perché il calendario della settimana è piuttosto intenso.
«Il lunedì facciamo tiro con l’arco all’ippodromo – racconta Cristiana – Il martedì c’è il gruppo cucina ospitato gentilmente dallo Skye Pub di via de’ Barberi, il mercoledì c’è la new entry di quest’anno, bocce. Il giovedì è prevista sia l’ippoterapia che canto per il nostro coro mentre il venerdì ci dividiamo tra il campo Zauli e la palestra della scuola di via Giotto per l’atletica e il calcio».
E poi durante l’anno vengono organizzate cene e momenti conviviali sempre per stare insieme ma anche per sostenere il progetto. «Per le famiglie le nostre attività sono tutte rigorosamente gratuite – dice Cristiana Artuso – e per sostenerci contiamo sui fondi che arrivano dal 5 per mille, sulla generosità degli amici dell’associazione e sui tanti imprenditori e soggetti che ci mettono a disposizione spazi e servizi dimostrando grande sensibilità».
Un’altra idea che ha sempre riscosso grande simpatia è quella del calendario di Skeep: ogni anno Cristiana seleziona le foto più belle che sintetizzano l’anno appena concluso di Skeep e con esse confeziona un calendario che viene poi distribuito per la raccolta fondi. All’impegno per sostenere economicamente tutte le attività e far funzionare tutta la macchina organizzativa si accompagnano però anche le soddisfazioni conseguite.
Basta pensare che quest’anno Skeep è riuscita per la prima volta a portare tre suoi atleti agli Italian Open Championship 2019 di atletica leggera paralimpica che la nostra città ha ospitato a giugno. Lorenzo Mussio ha fatto registrare il suo record personale nel salto in lungo mentre Davide Bocchi e Giuseppe Renis sono arrivati rispettivamente primo e secondo nei 5000 metri. «Siamo partiti con l’atletica leggera promozionale – dice Cristiana – poi grazie a Marcello Cesaroni abbiamo inserito il preagonismo fino ad avere nostri atleti nelle competizioni regionali e paralimpiche: un soddisfazione incredibile».
Del resto il progetto è plasmato sui bisogni dei ragazzi che seguono le attività di Skeep e ciò vale anche per l’attività del coro, inizialmente non prevista ma arrivata solo in un secondo momento. «Eravamo a un evento di Telethon – spiega Cristiana – e ci rendemmo conto che alcuni nostri ragazzi per le loro condizioni personali non potevano fare niente quel giorno. Questa cosa ci è dispiaciuta e ci ha spinto a cercare un’alternativa per loro: così è stato introdotto il canto e successivamente è nato il coro di Skeep».
La formazione ha già avuto modo di far ascoltare i suoi medley su vari palcoscenici, dalla Cava di Roselle al camping Cielo Verde, e ha vinto di recente la finalissima di Dilettando andata in scena sul palco del teatro Moderno di Grosseto e in onda su Toscana Tv. Un boato di applausi e urla di gioia ha accolto il momento in cui i presentatori Carlo Sestini e Francesca Magdalena Giorgi hanno annunciato il nome dei vincitori, che già si erano aggiudicati una puntata intermedia del programma. Nella storia di Skeep hanno infine un posto speciale quattro persone che hanno fatto parte dell’associazione e che non ci sono più: a loro Skeep ha dedicato a maggio la prima edizione del memorial Skeep che è stato inserito nel circuito Corri nella Maremma. «Mi riferisco a Giulio De Paola, Patrizia del Dottore, Morena Giuliarini e Francesca Callari – dice Cristiana – Sono i nostri angeli e noi vogliamo tenere vivo il loro ricordo per sempre». Anche per loro Skeep sogna con forza di avere presto una casa tutta sua, un centro polivalente che possa ospitare tutte le attività sportive e ricreative dell’associazione. —
Sara Landi
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