Il Tirreno

Grosseto

verde pubblico

I pini di viale Mascagni devono restare lì

Giovanna Mezzana
I pini di viale Mascagni (Foto Bf)
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I pini di viale Mascagni (Foto Bf)

Grosseto, sorpresa: nel regolamento urbanistico il filare è un’invariante strutturale, cioè un elemento imprescindibile del paesaggio

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GROSSETO. I pini di viale Mascagni non si possono toccare. E non lo urlano i comitati ambientalisti né lo suggerisce l’agronomo-guru: lo decreta, piuttosto, il regolamento urbanistico (Ru) del comune di Grosseto, cioè la “Bibbia” delle norme per il governo del territorio. Alla luce delle polemiche roventi – dopo l’”asfaltatura” di 17 pini di viale Caravaggio e il futuribile arrivo delle motoseghe per 52 alberi di viale Mascagni – è quasi sorprendente, ma tant’è. Nel Ru del Comune il filare alberato di viale Mascagni è classificato come un’invariante strutturale: è cioè considerato un elemento cardine dell’identità del luogo, per cui non può essere né eliminato né stravolto.

la verifica

Apriamo il Ru sul sito web del Comune. Nella “cartografia interattiva” scegliamo di consultare il Pr 04, cioè la “tavola” della disciplina del paesaggio e delle invarianti strutturali. Si ingrandisce la mappa interattiva e si fa focus su viale Mascagni, che comparirà tutto costellato, nella sua lunghezza, da pallini verdi; la legenda dice che quei pallini identificano il filare alberato. La mappa interattiva consente anche di sapere le regole urbanistiche a cui quei pallini sono sottoposti: basta passarci sopra con il mouse. Ed è qui che si scopre che il pallino è “un’invarianza paesaggistica”, cioè un elemento costitutivo del luogo, talmente costitutivo che non può essere rimosso. Lì è e lì deve stare, con la stessa perentorietà per cui (per ora) non si può costruire appartamenti sulle piste dell’Ippodromo del Casalone – l’area è un’invariante strutturale – anche se l’ippica a Grosseto è morta e sepolta. Il primo ad accendere un faro su questa questione – «I filari non possono essere toccati altrimenti si va contro il regolamento urbanistico» – fu qualche mese fa il segretario del circolo Pd di Gorarella Giuseppe Conti.

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dubbi?

È vero che quando si apre la cartografia interattiva un messaggio avverte che “le mappe sono in fase di aggiornamento”. È anche vero che c’è chi bisbiglia che negli anni le invarianti strutturali siano state rimaneggiate. Un cosa è certa: ieri alle 13. 30 il filare di viale Mascagni nel Ru risultava come un’invarianza paesaggistica. E se i filari di pini sono invarianti strutturali (prescrizione che dovrebbe discendere dall’edizione 2006 del Piano Strutturale, che è fonte più alta del Ru)sorge il dubbio che quell’osservazione presentata nel 2011 all’approvando regolamento urbanistico da parte dell’Ordine degli Agronomi e che chiedeva una modifica-integrazione del Regolamento comunale per il verde urbano, fosse in parte in contraddizione con il Ru e in parte “ridondante”. All’interno di un contributo molto lungo e strutturato, ad un certo punto l’Ordine degli agronomi suggeriva: «Nella maggior parte dei casi, in ambito urbano, deve essere prevista la progressiva sostituzione di filari di pini e la realizzazione di interventi di conservazione dove questi filari devono essere mantenuti per motivi storici o paesaggistici specifici». La suggerita «sostituzione dei filari» striderebbe con il Ru che riconosce i filari come invarianti strutturali e quindi intoccabili; mentre non ci sarebbe neppure stata la necessità di affermare il mantenimento dei filari per motivi paesaggistici in quanto il Ru già li riconosce come elementi imprescindibili del luogo in quanto invarianze paesaggistiche. Tale osservazione è stata comunque accolta dall’Amministrazione Bonifazi: è diventata il comma 5 bis dell’articolo 9 del Regolamento del verde urbano 2013 che l’assessore Riccardo Megale ha citato di recente per spiegare quanto l’abbattimento dei pini di viale Caravaggio fosse stato fatto «secondo regolamento». –


 

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