Finanza
Tre settimane fa scompariva nel nulla Enrico Prosperi Ricerche in corso
Ancora nessuna notizia del 52enne con problemi psichici Il suo caso è all’attenzione anche dell’associazione Penelope
Esattamente tre settimane fa alle 9,30 del mattino Enrico Prosperi scendeva da un autobus in via Inghilterra a Grosseto, alla fermata all’incrocio con via Grecia, lasciando a bordo cellulare e borsello. E spariva nel nulla.
Da ventotto giorni non si hanno più notizie del 52enne grossetano, con problemi psichiatrici, che non dà più notizie di sé. Quello stesso sabato, quando la sorella è andata a casa sua a portargli il pranzo, non lo ha trovato. Da lì sono scattate le ricerche.
Conosciutissimo in città, Enrico era una presenza familiare perché girava spesso in giro a piedi, a volte con il suo cagnolino al guinzaglio, chiedendo una sigaretta.
L’autista del bus non è stato l’ultimo a vederlo. Nei giorni successivi ci sono state almeno un paio di segnalazioni attendibili, di cui una in via Portogallo.
Le altre “tracce” del suo passaggio sono state segnalate da due cani molecolari, uno di un’associazione e uno delle forze dell’ordine. Il primo ha ricostruito un percorso che Enrico ha fatto dalla fermata dell’autobus a una casa famiglia in via Grecia. Il secondo ha ritrovato sul bordo del fosso Molla, vicino a Roselle, una felpa indossata da Enrico, ma che non è stata riconosciuta dalla famiglia come appartenente a lui. In entrambi i casi, tuttavia, non è stato possibile stabilire il momento in cui il tragitto per la casa famiglia è stato percorso, né quando quella felpa è stata indossata o sia finita lì.
Nel frattempo il caso è stato trattato da “Chi l’ha visto?”, la famiglia ha tappezzato la città e la provincia di volantini con la sua foto e i numeri da chiamare per chi lo avvistasse (112 o 113).
Sono stati poi creati una pagina Facebook e una chat WhatsApp dedicate alle segnalazioni, e volontari – oltre alle forze dell’ordine – continuano instancabilmente a cercarlo.
E ha cominciato a cercarlo anche l’associazione Penelope, associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse.
È importante che la guardia resti alta. Al momento della scomparsa Enrico portava un collare ortopedico al collo, ma non è detto che lo indossi ancora. Indossava maglietta e bermuda beige. Porta gli occhiali e ha una corporatura esile e un’andatura curva. A volte parla da solo, come se avesse accanto a sé un interlocutore. Enrico è abituato a camminare instancabilmente. Percorre chilometri e chilometri. Chi lo dovesse vedere, è pregato di avvisare subito il 112 o il 113 e, nel frattempo, di seguirlo e di non perderlo di vista. —
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