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il patrono d’italia 

La lezione di S. Francesco Per il cambiamento e contro l’individualismo

La lezione di S. Francesco Per il cambiamento e contro l’individualismo

Grande rappresentanza dei sindaci maremmani  e amiatini ad Assisi  per la solenne celebrazione  Il messaggio lanciato

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grosseto. C’erano anche i sindaci dei comuni della costa maremmana, dei municipi della Colline Metallifere e dell’Amiata ieri ad Assisi alle celebrazioni di San Francesco patrono d’Italia.

È stata una cerimonia a cui hanno partecipato più di 4mila pellegrini, le rappresentanze del governo con il presidente del consiglio Giuseppe Conte, e cinquanta sindaci provenienti dalla Toscana, regione che quest’anno ha donato l’olio per la lampada votiva del santo, con il governatore Enrico Rossi.

Il presidente della Regione Toscana Rossi ha sintetizzato in tre punti fondamentali il senso e l’attualità del messaggio di San Francesco. Lo ha fatto parlando dalla Basilica superiore di Assisi nel giorno dell’anniversario del patrono d’Italia, in cui la Toscana è venuta in Umbria per donare l’olio che alimenterà, per un intero anno, la fiamma che arde davanti alla tomba del santo.

«Sono felice – ha detto Rossi – di essere qui oggi a rappresentare la Toscana. Quelli che abbiamo sono un onore e una responsabilità. C’è vicinanza e c’è un legame tra la Toscana e Francesco che si ritirò, prima di scrivere il suo Cantico, nel santuario della Verna. Il santo appartiene in modo profondo alla nostra cultura. Lui non si ferma all’indignazione, ma interviene concretamente, fonda un Ordine monastico e va dal Papa per ottenere il riconoscimento della sua Regola».

«Oggi – ha continuato Rossi – siamo chiamati a vincere l’individualismo diffuso nella nostra società, riscoprendo nuove forme di condivisione e mettendo al centro il valore indiscutibile della vita umana. E, anche se non è facile cambiare, occorre far crescere il cambiamento e far si che si affermi».

E, al termine del suo intervento rivolto ai pellegrini accorsi a Assisi e ripreso in diretta Rai, il presidente Enrico Rossi ha concluso dicendo: «La mia speranza è che la lampada che oggi abbiamo acceso possa essere anche il simbolo di questa volontà di cambiamento” e osservando che “la figura e l’insegnamento di San Francesco sono validi ancora oggi sia per i credenti che per i non credenti». –



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