Il dolore
Trenta pecore sulla ferrovia travolte e uccise dal treno
Un centinaio di passeggeri fermi in aperta campagna Il racconto: «Una forte frenata poi abbiamo sentito un forte odore metallico e di sangue»
ORBETELLO. Una brusca frenata, un odore metallico e subito dopo un forte tanfo, molto simile a quello del sangue. Ad avere la peggio 30 pecore che, in gregge, erano riuscite a superare la recinzione laterale a protezione della ferrovia, finendo sotto le rotaie del treno in transito. Una disavventura, con relativo ritardo, vissuta dal segretario provinciale del Pd livornese, l’avvocato Simone Rossi, diretto a Roma per motivi di lavoro.
L’Intercity – il numero 505, partito da Ventimiglia alle 6.42 e atteso nella Capitale alle 14.33 – ha subìto un ritardo del tutto inaspettato ieri pomeriggio, all’altezza della stazione di Orbetello, «quando, a un certo punto, abbiamo sentito una forte e brusca frenata del treno e, subito dopo – racconta Rossi – un rumore stridulo, quasi di tipo meccanico». I 30 passeggeri del vagone hanno pensato a un deragliamento del convoglio e immediatamente si è diffuso il panico: subito dopo il rumore i passeggeri hanno avvertito «un forte odore di sangue, un tanfo terribile, che arrivava dal bocchettone dell’aria condizionata, essendo chiusi tutti i finestrini. A quel punto – continua l'avvocato Rossi – abbiamo pensato che il treno avesse investito qualcuno».
Dalla paura alla preoccupazione, i passeggeri del treno diretto a Roma Termini attendevano notizie sul convoglio ormai fermo, con a bordo i pendolari inconsapevoli del fatto che un gregge di pecore, all’incirca cento, fosse riuscito a superare la barriera laterale posta a protezione dei binari. «Il treno si è fermato in aperta campagna e le prime notizie fornite dal capotreno parlavano di un animale investito e di un’attesa necessaria a effettuare le dovute verifiche e i controlli necessari prima di poter riprendere la marcia».
Nel frattempo, la tensione e le preoccupazioni all’interno del vagone erano diminuite e, trascorsi 50 minuti, il treno ha ripreso la sua corsa verso Roma, durante la quale «il controllore ci ha informati che all’incirca 100 pecore erano riuscite a sfondare la rete laterale posta a protezione dei binari e ad invadere la corsia del treno che, a quel punto, non ha potuto evitare l’impatto con il gregge in transito. Trenta di loro sono finite sotto le rotaie – conclude Rossi – mentre le altre sono riuscite a dileguarsi a destra e sinistra delle rotaie, evitando di essere investite dal treno in velocità. Sul posto sono arrivati anche gli organi competenti per effettuare le verifiche necessarie e parlare anche con il pastore per cercare di capire la sequenza dei fatti. Una volta ripartiti, il treno ha ripreso il ritardo accumulato e siamo arrivati a Roma quasi all’orario previsto». —
Leondina Marulli
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