Il dolore
Rotti gli indugi la prima proposta da una neurobiologa È The Plastic Tree
Silvia Landi, 42 anni, mamma grossetana che vive e lavora a Pisa ha inviato al Tirreno il suo originale progetto
GROSSETO. Per l’Albero di Natale Ecologico e Popolare Il Tirreno fa appello agli artisti, ai creativi, agli architetti e agli ingegneri ma è pronto a ospitare e vagliare le idee e i progetti di tutti, a prescindere dal profilo professionale e dagli studi seguiti. . Ecco così che la prima candidatura per la nostra iniziativa arriva un po’ a sorpresa da fuori Provincia, da una persona che nella vita si occupa di altro (lavora nel campo della ricerca scientifica) e che, pur essendo nata e cresciuta a Grosseto, ormai vive stabilmente a Pisa dove si è trasferita quando aveva 18 anni per gli studi universitari e dove tuttora lavora e vive con la sua famiglia.
Silvia Landi, 42 anni, è una neurobiologa e lavora all’Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa. Si è laureata in biologia per poi conseguire il dottorato di ricerca in Neurobiologia alla Scuola Normale Superiore. Fa la ricercatrice ed è mamma di un bimbo di 7 anni. Ha saputo del progetto del Tirreno leggendo il quotidiano online perché anche in riva all’Arno continua a seguire con interesse le cronache cittadine ed è rimasta favorevolmente colpita dall’idea di dare vita a un’installazione al Cassero che nasca dal basso, con una modalità partecipata, e che promuova i valori del riciclo e del riuso.
«Quando ho letto la notizia l’ho trovata subito un’idea fantastica – dice Silvia in una pausa di un congresso a cui sta partecipando – e anche se non ho expertise da grafico e da ingegnere ho buttato giù una mia idea molto semplice da sottoporre alla redazione e alla giuria del progetto. Non so se sia fattibile, soprattutto in termini di stabilità e di sicurezza: ho specificato nel progetto che mi sono limitata a illustrare la mia idea di massima che ho ribattezzato The Plastic Tree. La forma è quella canonica dell’albero di Natale ma per realizzarlo servono tante bottiglie usate di plastica verde (quelle colorate si prestano meglio a garantire l’effetto albero) riempite di sabbia per dare loro maggiore stabilità. Poi servono dei piani di plastica (rigorosamente riciclata) che siano progressivamente di area minore per fare da supporto alle bottiglie. Così strato dopo strato come in una torta si forma il cono dell’abete, pronto per essere decorato. «Qui si ferma la mia fantasia – ammette Silvia – perché non ho le competenze per calcolare le dimensioni finali dell’opera, quante bottiglie ci vogliono e come vanno ancorate alla struttura affinché sia stabile e non pericolosa».
Adesso The Plastic Tree di Silvia Landi aspetta solo di confrontarsi con altre idee e progetti che possono essere strutturati o anche solo di massima, proprio come la proposta arrivata da Pisa. —
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