Sicurezza
Odio social, bufera sul post: «Piddiota fuori controllo»
Donne dem contro le parole di Gammino della commissione pari opportunità. «Organizzeremo un convegno dedicato ai temi della violenza verbale»
GROSSETO. «Non c’è soddisfazione migliore nel vedere una piddiota fuori controllo perché l’ho uccisa con le parole». È il post su Facebook di Alessandra Gammino, componente della commissione pari opportunità del Comune di Grosseto, già candidata al consiglio comunale con Forza Italia.
Un post che non è piaciuto alle aderenti alla conferenza locale delle donne dem. La Gammino, che non ha tolto il post nonostante le successive polemiche, si riferiva al dibattito avvenuto nella riunione dei membri della commissione pari opportunità, quando si era registrato un acceso scambio di battute con la consigliera comunale del Pd Catuscia Scoccati. Sempre la Gammino, nei commenti al post, precisa meglio: “Mi è partito l’embolo” , e ancora “è diventata paonazza” , riferito (senza menzionarla) alla consigliera Scoccati.
Partendo proprio da queste parole, le donne dem organizzeranno un convegno avente come tema l’odio sui social e la violenza verbale. «Iscritti e iscritte al partito democratico – si legge in una nota diffusa dalla coordinatrice della conferenza delle delle donne democratiche Margherita Damiani Ambrogetti – sono spesso bersaglio di attacchi ingiuriosi, del tutto fuori luogo e inaccettabili. L’episodio di due giorni fa è l’ennesima dimostrazione che è necessario avviare un percorso di consapevolezza attraverso il quale arginare una deriva pericolosa».
«Sui social, quotidianamente – spiegano ancora le aderenti alla conferenza rosa – siamo costrette a fare i conti con offese, derisioni e azioni che non hanno altro scopo se non quello di tentare di mettere in ridicolo persone che la pensano in modo diverso, l’avversario politici, ma non solo. Certo, il meccanismo a cui siamo di fronte è complesso e difficile da gestire. Ma è necessario parlarne e approfondirne ogni aspetto. Ciò perché non deve più passare inosservata neanche una parola, neanche un’offesa. Soprattutto quando a scrivere queste parole sono donne e uomini che ambiscono ad essere punti di riferimento nella società».
Il riferimento è alla Gammino, ma anche al recente caso Casalini, accompagnatore delle giovanili dell’Us Grosseto che aveva offeso Greta Thumberg. «Al post di questa donna, a cui non vogliamo regalare altra pubblicità – spiega Damiani Ambrogetti – vogliamo rispondere volgendo lo sguardo verso qualcosa di davvero propositivo: nelle prossime settimane, organizzeremo un appuntamento in occasione del quale parleremo di comunicazione, social network, lotta all’odio in rete e percorsi di contrasto a questo fenomeno». In questa occasione le donne dem si soffermeranno anche sull’importanza dei social network nella società e su come educare le giovani generazioni a un utilizzo consapevole di questi mezzi.
«Ovviamente – conclude la nota – certi episodi vanno denunciati, come abbiamo fatto noi, con segnalazioni alle varie piattaforme social, e rivolgendosi alle autorità competenti. I post offensivi e/o palesemente finalizzati all’istigazione all’odio non devono essere tollerati o in qualche modo giustificati. Dobbiamo quindi attivare un meccanismo di vigilanza trasversale e utile a evitare che simili episodi si ripetano».
E di certa violenza verbale parla anche – usando l’arma dell’ironia – il segretario dell’unione comunale di Grosseto, Leonardo Culicchi. «Da capo dei piddioti grossetani mi domando dove nasca la voglia irrefrenabile di apparire da parte di certe persone, a volte raccontando spezzoni/accenni di vita politica, che nessuno di chi legge conosce per intero. Perché l’opportunità di dire qualunque cosa e condividerla sui social non attiene alla sfera delle pari opportunità». —
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