Il dolore
«Da oltre due mesi aspetto un intervento chirurgico»
Cittadino scrive a Regione e Asl «Spero che vi sia un valido motivo che giustifichi l’utilizzo delle attrezzature un solo giorno a settimana»
GROSSETO. Lettera aperta sul ridotto utilizzo di attrezzature mediche all’avanguardia. La scrive un «insegnante in pensione che, purtroppo, si è ammalato di tumore alla prostata – come spiega lui stesso – Dopo aver effettuato gli accertamenti del caso, peraltro con tempi non brevi, da oltre due mesi sono in lista di attesa per sottopormi ad un intervento di prostatectomia radicale con un intervento di chirurgia robotica presso l’ospedale Misericordia di Grosseto». La lettera è indirizzata ai vertici dell’Asl Toscana sud est, al presidente della Regione Enrico Rossi e all’assessora Stefania Saccardi.
La scorsa settimana - scrive l’ex docente - «mi sono recato presso l’ufficio programmazione chirurgica di questo ospedale per avere informazioni circa la data dell’intervento e mi hanno consigliato di ricontattarli a fine ottobre per avere un’idea non del giorno, ma forse del mese, in cui potrò effettuarlo. Sono a conoscenza del fatto che al personale medico competente è concesso di utilizzare le attrezzature, peraltro all’avanguardia e presumo molto costose, per un solo giorno alla settimana e vorrei conoscere il perché. Sicuramente non è un problema di personale, in quanto i medici interessati si sono dichiarati disponibili a operare anche di sabato e domenica per accorciare i tempi di attesa. Non riesco a spiegarmi questa assurdità che, a parer mio, cozza vistosamente con il fatto che si spendono (giustamente) “fior di quattrini” per sottoporre la popolazione ai vari screening, in modo da poter diagnosticare e affrontare le malattie allo stadio iniziale, quando è più facile ottenere dei risultati positivi e poi, per contro, si fanno aspettare i pazienti da operare per 4-5 e più mesi vanificando tutto il lavoro di prevenzione fatto». La lettera si conclude con una speranza. «Spero che ci sia un motivo più che valido che giustifichi l’utilizzo delle attrezzature per un solo giorno alla settimana, altrimenti mi viene da pensare che gli screening siano solo un modo per dare lustro al sistema sanitario regionale ma poi risultano di scarsa utilità reale poiché alle diagnosi di malattia non corrisponde un sollecito intervento curativo». —
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