Sicurezza
«Cinghiale in braccata, no all’obbligatorietà del registro digitale»
GROSSETO. «Libera Caccia dissente completamente dalla proposta fatta dall’Atc Grosseto 6 di rendere obbligatorio l’uso del registro “digitale” per l’esercizio della caccia al cinghiale in braccata. Non capiamo perché sia necessaria l’obbligatorietà quando anche la Regione Toscana lascia la possibilità di scegliere se adottare il tesserino digitale o quello cartaceo».
Così il consiglio provinciale dell’associazione, che «auspica che le altre associazioni venatorie, che hanno i loro rappresentanti all’interno del comitato Atc Grosseto Nord comprendano la situazione e cambino idea lasciando la discrezionalità come lo scorso anno».
Libera Caccia riconosce che «il mondo sta diventando sempre più tecnologico e computerizzato, ma questo non vuol dire che ciò debba essere applicato, obbligatoriame, a tutti i settori. La caccia è un’attività rurale che vive basandosi sulla passione, sulle tradizioni, sulla semplicità e sulla natura, non vogliamo diventare contabili, informatici o passa carte, quello lo siamo magari durante la vita lavorativa, lasciateci la possibilità di vivere con spensieratezza la nostra passione».
«La legge nazionale 157/92 - aggiunge l’associazione - riporta chiaramente quali siano le cose che, ripeto obbligatoriamente, sono necessarie per andare a caccia, il computer od il telefonino non sono tra queste. In un periodo in cui la popolazione dei cacciatori sta diminuendo e l’età media è sopra i sessant’anni, si continua a mettere leggi, leggine, obblighi e balzelli che niente hanno a che vedere con l’esercizio e la poesia della vera arte venatoria». —
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