Sicurezza
Castagneti, buone notizie «Cinipide sconfitto Sarà l’anno della svolta»
arcidosso. Finalmente un po’ di luce per i castagneti del Monte Amiata. Il raccolto dei molti castagni tornati a produrre, infatti, al momento si mostra copioso; poche le castagne attaccate dalle temibili muffe, solo il 5% secondo le prime stime.
Il commento arriva dal sindaco di Arcidosso Jacopo Marini che, anche in vista della Castagna in festa 2019, tiene a dare questa buona notizia sullo stato di salute di castagneti e castagne. «Una situazione – dice – che finalmente fa salire l’asticella nel mondo della castanicoltura che da anni, ormai, a causa del Cinipide galligeno e delle muffe che sono la reazione naturale della pianta al temibile insetto arrivato dalla Cina, aveva subito per alcuni anni un tragico arresto. Il 2019, dunque, potrebbe essere l’anno della svolta».
Da diversi giorni le castagne hanno iniziato a cadere «e mi risulta – dice il sindaco – che la situazione sia positiva, in confronto agli scorsi anni. Prima di tutto le nostre castagne non sono muffate. Infatti solo il 5%, secondo le stime fatte in questi primi giorni, sarebbero attaccate dallo Gnomo gnosis che, pare, sia la manifestazione che il castagno si sta difendendo dal Cinipide».
I castagneti poi, in gran parte, sono in frutto. «Se si eccettua una fascia castanicola dalla zona di Bimboli fino alla parte alta delle Piane e un’altra che da Castel del Piano va verso Seggiano, per il resto la situazione è da giudicare lusinghiera – dice Marini –. L’antagonista del Cinipide, il Torymus siniensis, pare aver funzionato e sono rigogliose e piene di ricci le piante che vanno da Arcidosso verso Monticello Amiata, come Stribugliano e Salaiola. Castagni in salute pure all’Aquilaia e in parte anche nella zona di Bagnoli. In queste aree le castagne ci sono e sono sane».
Il sindaco è dunque fiducioso anche per la commercializzazione di un prodotto che porta il marchio IGP nelle varietà Cecio, Bastarda rossa e Marron buono.
«Mi piace anche sottolineare – prosegue Marini – che in questi quasi dieci anni di crisi che avevano ridotto i castagneti senza foglie e frutti, i castanicoltori, sostenuti dalle amministrazioni del territorio, non si sono arresi, non pensando nemmeno per un attimo di abbandonare le proprietà. Non hanno mai perduto la speranza, perché le castagne fanno parte della civiltà della nostra montagna ed hanno sempre costituito un valore aggiunto alle entrate delle famiglie. Spero, dunque, che questo 2019 rappresenti un nuovo punto di partenza».
E anche per queste notizie confortanti, la festa della Castagna sarà ancora più festa. Festa, in particolare, di un prodotto identificativo e in generale festa del rispetto dell’ambiente, tanto che i giorni dedicati alla castagna con le tante manifestazioni correlate, saranno plastic free, ovvero non verranno usate stoviglie in plastica usa e getta. —
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